Coronavirus, versione siciliana del box per l’intubazione dei contagiati

24 Aprile 2020

Dopo l'appello di un rianimatore dell'Asp di Messina è stato progettato da due architetti milazzesi e realizzato gratuitamente attraverso un’azienda.

 

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I medici rianimatori sono tra le categorie più esposte al contagio Covid19, essendo a stretto contatto con i pazienti infetti più gravi, cioè quelli che avendo sviluppato una sindrome da distress respiratorio acuto necessitano di intubazione oro-tracheale e ricovero protetto in Terapia Intensiva.

In Sicilia, grazie alla sensibilità del dr. Antonio Lamberto, medico anestesista- rianimatore, in servizio alla ASP di Messina (Covid Hospital di Barcellona P.G.), sulla scorta del prototipo originale “Aerosol Box” creato dal dr. Hsien Yung Lai in Taiwan- viene riprogettata una versione mady in Sicily del dispositivo di contenimento, subito prodotta da un’azienda che lavora il plexiglass.

Il box ulteriormente perfezionato, da due progettisti, architetti milazzesi – Claudio e Santi Romagnolo – traduce in realtà l’appello del rianimatore, lanciato attraverso la sua pagina facebook e dagli stessi subito raccolto.

Lamberto, mutuando da esperienze estere e ispirandosi agli studi della Boston Medical Center, ha offerto il supporto scientifico messo poi a punto dai due architetti.

Da qui il progetto, realizzato gratuitamente attraverso un’azienda siciliana, in linea con l’esigenza ormai attuale di ricercare innovative soluzioni per riparare il rianimatore dall’aeresolizzazione dei droplets nuclei, ovvero le goccioline respiratorie che contengono anche i patogeni infettanti del paziente Covid19 e che possono essere trasmesse all’anestesista mentre procede a intubare il paziente- nonostante i Dispositivi di Protezione Individuale- per effetto dell’evaporizzazione di queste microparticelle nell’aria.

In base a traiettoria, velocità e condizioni ambientali di temperatura, umidità e flusso d’aria, le goccioline droplets, infatti, si depositano, contaminando le superfici, o evaporano, producendo aerosol che può rimanere in sospensione nell’aria per diverse ore, nonostante le stanze in cui sono ricoverati i pazienti positivi al Coronavirus siano a pressione negativa e, dunque, dotate di un sistema particolarmente aspirante di aerazione.

Tale dispositivo in pratica mette i medici pressoché in sicurezza assoluta.

Antonio Lamberto

Lamberto spiega:  «Abbiamo voluto rilanciare quest’idea, già precorsa da altri nel mondo, per dare un contributo reale ad un problema che vivo in prima persona. Il nostro progetto, però, modifica i requisiti tecnici del prototipo di partenza, sulla scorta delle ultime indicazioni provenienti dalla California. La sinergia con lo studio di architettura Romagnolo di Milazzo ha permesso di realizzare in Sicilia un Box che supera i limiti del modello originale, perché garantisce ulteriormente la nostra sicurezza durante l’intubazione oro-tracheale, che è la pratica, di pertinenza anestesiologica, che più ci espone al contagio. Abbiamo personalizzato sia le dimensioni che il design rendendo “Airway box” più ergonomico, funzionale e leggero, in modo da essere agevole al trasporto nei reparti in cui l’anestesista viene chiamato in urgenza ad assistere il paziente in grave insufficienza respiratoria».

«L’inclinazione del piano dedicato alla visuale- continua Lamberto- le ghiere ai fori che permettono il fissaggio di ulteriori guanti protettivi, il foro per rendere l’interno a pressione negativa, tramite aspirazione, sono alcune delle variazioni e, altresì, innovazioni, più peculiari a cui ci siamo applicati. Il Box, posizionato a copertura del volto e del collo del paziente, fino alle spalle, impedisce di essere incidentalmente colpiti dalle  droplets».

Il dr.  Lamberto e Romagnolo Architetti (gratuitamente) rimangono a disposizione di tutte le strutture sanitarie che dovessero fare richiesta delle specifiche del progetto.

«Finora- conclude Lamberto- ne abbiamo consegnati due: uno all’ospedale di Barcellona e uno a quello di Milazzo. Inoltre, sono stato contattato da alcuni colleghi di Catania e Palermo».

Info contatti: [email protected] o [email protected]

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