Animali a passeggio

Coronavirus, troppe multe per chi esce con gli animali: fioccano i ricorsi

11 Aprile 2020

Relativamente alle norme sulla gestione degli animali in tempi di Coronavirus regnano dubbi e confusione. Sul "piede di guerra" le associazioni animaliste.

 

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Multe, denunce e accese discussioni tra forze dell’ordine e cittadini: relativamente alle norme sulla gestione degli animali in tempi di Coronavirus regnano dubbi e confusione.

La comunicazione in merito, infatti, è arrivata in modo frammentario e non chiaro, anche a causa delle diverse ordinanze emesse da ogni Regione, motivo per cui sono scattate delle sanzioni illegittime nei confronti di cittadini e volontari.

«In circa un mese abbiamo già raccolto 11.000 segnalazioni- racconta Roberto Bennati, vicepresidente Lav (Lega Anti Vivisezione)- Alcuni sono stati multati perché portavano a spasso il proprio cane, altri multati o denunciati (nella prima fase) mentre portavano aiuto alle colonie feline, altri ancora sono stati denunciati nonostante avessero bisogno di portare l’animale dal proprio veterinario. Questi sono tutti casi impugnati con successo dal nostro ufficio legale, ma esprimiamo comunque l’esigenza di una precisazione ministeriale».

Data la confusione facciamo allora chiarezza su alcuni punti focali del nostro rapporto con gli animali in tempo di Coronavirus.

Animali dal veterinario

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha specificato che è possibile portare gli animali dal veterinario per esigenze urgenti. Visite di routine, vaccinazioni e interventi non urgenti devono essere rimandati.

Per le visite veterinarie non rinviabili serve un appuntamento, per permettere al veterinario una turnazione dei clienti che eviti contatti ravvicinati tra persone e animali.

Bisogna scaricare l’autocertificazione e sbarrare la voce “situazione di necessità” se il veterinario si trova nello stesso Comune di residenza, altrimenti bisogna segnare la scritta “assoluta urgenza”. È bene tenere con sé la ricevuta fiscale o un certificato che attestino la reale visita dal veterinario.

 

Portare il cane fuori

«Un uomo è stato multato perché ha fatto uscire il cane nella stessa via in cui abita, questo genere di multe saranno tutte impugnate», avverte Ilaria Fagotto, presidente Lai (Lega Antispecista Italiana).

In realtà, qui la normativa è particolarmente astrusa a causa delle sovrapposizioni tra le ordinanze nazionali, regionali e comunali. In generale, il cane può uscire solo il tempo necessario di espletare i suoi bisogni fisiologici, ma è la distanza il punto più controverso: non è possibile, infatti, fare una passeggiata con il proprio cane dove si vuole.

A questo proposito la normativa nazionale afferma che non ci si può allontanare oltre i 200 metri dalla propria abitazione.

Nelle Regioni la situazione cambia. In Sicilia le ordinanze regionale n.6 del 19 marzo e n. 14 del 3 aprile specificano che un cane può essere portato fuori in “prossimità della propria abitazione” senza un metraggio specifico. Queste norme hanno creato confusione e diverse multe emesse sono risultate poi illegittime.

In tutti i casi, è bene ricordare di portare sempre con sé l’autocertificazione, la mascherina e i guanti. È importante non creare assembramenti, mantenere la distanza tra persone e animali.

Negozi per animali

Ovviamente è necessario continuare a provvedere al nutrimento degli animali, siano essi da compagnia o allevamento, per cui sono rimasti aperti gli esercizi commerciali che vendono cibo per animali. I proprietari devono, però, recarsi nel punto vendita più vicino, soltanto una persona per ogni nucleo familiare e solo una volta a settimana. Le stesse regole valgono anche per chi gestisce strutture come canili, rifugi e colonie feline.

Animali in seconde abitazioni

«Capita che le forze dell’ordine si oppongano al fatto che le persone raggiungano le zone balneari o di campagna in cui tengono i propri animali da compagnia- racconta Ilaria Fagotto– Sto seguendo molte cause in merito perché, pur capendo le difficoltà delle istituzioni, non si possono dare informazioni sbagliate ai cittadini, impedendogli così di dare da mangiare agli animali».

È bene precisare, a tal proposito, che non nutrire un animale di cui si è responsabili o negargli le cure urgenti costituisce reato ed è, pertanto, penalmente punibile.

Le forze dell’ordine, forse per un eccesso di zelo, hanno spesso sottolineato che non fosse necessario raggiungere i propri animali in altre abitazioni, soprattutto se fuori dal comune di residenza. «Da due settimane abbiamo trasmesso una nota alle forze dell’ordine in cui abbiamo chiarito lo “stato di necessità” e diffuso la nota del Ministero della Salute. Anche in questo caso abbiamo fatto togliere sanzioni, sia multe che denunce, a tantissime persone», conferma Roberto Bennati.

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