Coronavirus, Tamajo: «Incomprensibile la direttiva assessoriale sui Centri di Riabilitazione»

12 Marzo 2020

Il deputato regionale ribadisce «la necessità e l’urgenza dell’interruzione delle attività dei centri "ex. art. 26" per la tutela e la salvaguardia della salute di tutti, soprattutto delle categorie fragili come gli anziani e i bambini disabili».

 

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PALERMO. «I Centri di riabilitazione ex art. 26 erogano prestazioni riabilitative logopediche, psicomotorie, neuromotorie e di fisiokinesiterapia: quale tra queste prestazioni possa essere definita urgente e non differibile resta un enigma. Per tale motivo è incomprensibile come possa essere stata emanata dall’Assessorato alla Salute una direttiva difforme e contraria, oltre che ai decreti ministeriali anche alla logica».

Lo afferma il deputato regionale Edy Tamajo (nella foto), che nei giorni scorsi aveva chiesto la sospensione delle terapie dei Centri di Riabilitazione per evitare il diffondersi del contagio da Coronavirus.

«Nei centri ex art. 26 che hanno in convenzione un solo modulo ambulatoriale coesistono contemporaneamente nove operatori previsti dallo standard, e ogni 45 minuti dieci bambini e dieci accompagnatori oltre ad un generale turn over giornaliero di trentotto bambini e trentotto accompagnatori- aggiunge  Tamajo- Se ciò viene moltiplicato per quelle strutture che comprendono due o più moduli, il concetto di assembramento è ampiamente superato».

Tamajo aggiunge: «Oltretutto sembra lapalissiano doverlo evidenziare ma le prestazione di psicomotricità, di fisiokinesiterapia e di neuromotoria potrebbero essere effettuate ad una distanza di un metro solo con l’imposizione taumaturgica delle mani. Resta ancora di difficile comprensione la chiusura già effettuata di tutti gli ambulatori di riabilitazione dell’Asp, quali ad esempio quelli di logopedia e di psicomotricità del progetto autismo 0-3 anni che rivestono le identiche caratteristiche delle prestazione erogate dai centri ex art. 26».

Infine, il nuovo appello: «Le motivazioni per le quali si ribadisce ancora una volta la necessità e l’urgenza dell’interruzione delle attività dei centri ex. art. 26, potrebbero ancora continuare ad essere esposte, ma quelle poche appena evidenziate rendono già assolutamente esplicita la necessità per la tutela e la salvaguardia della salute di tutti, e soprattutto si ribadisce delle categorie fragili come gli anziani e i bambini disabili».

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