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Coronavirus, Razza: «Ecco tutte le misure adottate e previste in Sicilia»

18 Marzo 2020

L’assessore regionale alla Salute è intervenuto oggi all'Ars.

 

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L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ha riferito oggi in Aula sulle linee guida essenziali adottate e quelle che verranno applicate in questa fase di emergenza data dal Coronavirus e che il governo regionale sta cercando di fronteggiare.

Il percorso di analisi dell’assessore è partito dai numeri: “Si assiste ancora oggi in Sicilia ad un contagio che non implementa in maniera significativa nei numeri degli accertati, da ieri ad oggi l’incremento dei positivi è di 30 unità in linea con quello che si è verificato nei giorni precedenti, allo stesso modo non vi è un incremento dei posti di impiego delle terapie intensive”.

Poi prudentemente spiega: “Questo non ci deve fare pensare ad un contagio che rallenta, né ad una situazione che non debba essere improntata all’assoluta organizzazione per la gestione di una vicenda che ha visto l’assessorato alla Salute e il governo regionale impegnati a calibrare le iniziative avendo come riferimento e come parametro le vicende che in queste settimane si stanno dispiegando in tutto il territorio nazionale. Sarebbe un grande errore se le regioni del Mezzogiorno si accontentassero di dati che sembrano più contenuti rispetto alle regioni del nord Italia, perché avremmo l’unico effetto di non farci trovare pronti nella gestione dell’emergenza”.

“La prima azione forte dal punto di vista dell’organizzazione del sistema sanitario è stata quella di prevedere due azioni precise: la prima è stata quella dell’individuazione di almeno 1000 posti letto dedicati per pazienti positivi al coronavirus che non necessitano di cure in terapia intensiva. Quest’azione di ricognizione è stata completata ieri, sono state individuate tutte le aziende che contribuiscono alla determinazione di questo fabbisogno di posti letto ed è stato scelto il criterio che questo fabbisogno venga esteso su tutte le 9 province in maniera tale che, rispetto al fabbisogno di pazienti positivi al coronavirus in ricovero ordinario, ciascuna provincia possa essere nelle condizioni di partire dalla gestione del proprio segmento di pazienti eventualmente positivi”.

“Stessa attenzione per i posti letto in terapia intensiva: Già nella nostra rete ospedaliera ne avevamo a disposizione un numero considerevole, oggi abbiamo dedicato un numero che si aggira intorno alle 120 unità di posti letto singoli già tenuti liberi per pazienti coronavirus che abbiamo necessità di cure in terapia intensiva. C’è stata la necessità di una pianificazione ordinaria ma è stata valutata una tendenziale necessità in aumento di posti letto in terapia intensiva secondo le linee guida che sono state diffuse dal Ministero della salute, che ha chiesto a tutte le regioni di poter prevedere un incremento di posti letto in terapia intensiva del 50% in più rispetto alle previsioni da rete ospedaliera”.

“Questo significa che in Sicilia il numero di posti letto da raggiungere si determina in 650 unità, alcune di quelle già attive sono integralmente dotate di respiratori e ventilatori e questo è stato reso possibile attraverso due azioni di organizzazioni di sistema: la prima ha riguardato la sospensione delle attività chirurgiche non urgenti e non differibili. Questo significa che la Sicilia prima ancora di altre regioni ha limitato l’attività chirurgica alla sola attività oncologica per l’apparato cardiorespiratorio e per tutte quelle attività di natura emergenziale che determinano la necessità di un intervento immediato”.

“Contemporaneamente l’11 marzo è partito dalla regione siciliana all’aggregatore centrale nominato dal governo attraverso la nomina a commissario il dott. Arcuri la richiesta del fabbisogno aggiuntivo di ventilatori e respiratori per raggiungere quel livello di 650 posti letto di terapia intensiva che ci daranno la sicurezza della gestione verso l’aumento della possibile linea del contagio, così come ci daranno anche la possibilità di raccogliere positivamente le richieste di istituzione di posti letto da terapia intensiva laddove non sono stati attivati”.

Per quanto riguarda la questione dei tanti cittadini che sono rientrati da altre regioni ma anche da diversi Stati Europei che ha creato polemiche, l’assessore Razza ha specificato: “La Regione Siciliana ha chiesto a tutti i cittadini che rientravano in Sicilia di registrarsi sulla piattaforma telematica per poter determinare in maniera adeguata l’attività di rientro, la finalità è stata tra le altre quella di rappresentare a livello di governo centrale come il fenomeno di rientro nelle regioni del Mezzogiorno fosse cospicuo e infatti 8 mila cittadini nella prima settimana si sono registrati e provenivano dalla provincia di Milano, quindi era necessario censirli e poter dare loro le regole di condotta indispensabili che poi sono state adottate”.

“Con il comitato scientifico stiamo valutando la possibilità di allargare il campionamento ai test con il tampone faringeo o con altri strumenti che nel frattempo dovessero essere certificati dall’Istituto Superiore di Sanità a questa porzione di cittadini che è rientrata in Sicilia e che si trova nel proprio domicilio. Non ha senso farlo subito perché i virologi ci indicano che il virus ha un’incubazione di alcuni giorni, lo si farà dunque dal 7 e poi 14 giorno dal loro rientro in modo da poter isolare una platea possibilmente ampia di soggetti asintomatici. Questa azione di contrasto si potrà accompagnare nelle prossime giornate a questi soggetti facendoli aderire ad un protocollo comportamentale che riguardi anche i lori familiari e giusto ieri il comitato scientifico regionale ha dato mandato ai dipartimenti di elaborare un documento con linee guida per l’isolamento domiciliare perché anche i familiari devono seguire un protocollo”.

L’assessore regionale alla Salute si è soffermato anche su altre due questioni importanti, ossia il reperimento aggiuntivo di personale sanitario e la carenza di Dpi.

“Una delibera della giunta di governo ha dato mandato alle due aziende sanitarie quella di Palermo per il reperimento di infermieri e operatori socio sanitari e il Policlinico di Messina per il reperimento del personale medico di avviare due grandi bandi di bacino per la selezione aggiuntiva di personale, già più di 400 medici hanno risposto positivamente al bando presentato dal Policlinico di Messina e sono stati già una prima parte divisi sul territorio della regione in relazione al fabbisogno e alle competenze e oltre 600 infermieri hanno partecipato al bando pubblicato dall’azienda provinciale di Palermo”.

“Questi soggetti saranno adeguatamente inseriti in un piano di reperimento di risorse umane in pianta stabile che parallelamente proceda assieme al bando che è stato fino ad oggi esitato. Quindi, se noi abbiamo chiesto in emergenza di rispondere ad un avviso pubblico che tiene conto di una tipologia contrattuale particolare abbiamo anche il dovere di allargare tutte le procedure di selezione a tempo indeterminato, affinchè queste persone che oggi hanno risposto in emergenza possano essere impiegate stabilmente nel sistema sanitario: non deve servire l’emergenza Coronavirus a creare una nuova sacca di precariato sanitario, ma per creare quelle condizioni di celerità all’assunzione del personale a tempo indeterminato”, ha annunciato l’assessore.

“Per quanto riguarda i Dpi la sicurezza dei lavoratori del sistema sanitario regionale è un valore al quale ognuno di noi deve dare il più ampio significato soprattutto in una condizione di emergenza”, ha affermato Razza.

“All’inizio di questa emergenza il dipartimento nazionale della protezione civile, prima della nomina del dott. Arcuri come commissario per l’emergenza, aveva stabilito di accentrare i fabbisogni in un’unica centrale, una scelta lungimirante all’inizio di questa fase emergenziale, ma alla Sicilia fu requisita una commessa perché in quel momento si era stabilito il principio che l’accentramento della raccolta dei fabbisogni dei dispositivi di protezione individuale, dei ventilatori e caschi per la semintensiva fosse raccolta in sede centrale ed erogata perifericamente, purtroppo a causa del fatto che il mercato ha visto bloccate alla frontiere diverse commesse, tanto da Paesi europei, quanto da Paesi extra unione europea, vedi la Turchia che ha bloccato una commessa che stava raggiungendo la città di Palermo, questo ha determinato il rallentamento della distribuzione dei DPI e un intervento nazionale e regionale per la determinazione di riconversione industriali che possano determinare un fabbisogno autonomo per la produzione del manufatturiero sanitario, diverse aziende siciliane si stanno muovendo in tal senso. Nella notte è arrivato un importante carico di mascherine ffp2 da parte della protezione civile nazionale, ci stiamo muovendo autonomamente, infatti, abbiamo individuato un’importante partita di DPI per l’acquisto dei quali la giunta di governo ieri si è riunita in emergenza e ha sotto la presidenza di Musumeci autorizzato il dipartimento della protezione civile ha contrattualizzare questa mattina una grande commessa”.

“Per tutti i produttori siciliani – ha aggiunto Razza – che stanno riconvertendo la loro produzione è nostro dovere che il loro sforzo non finisca con l’emergenza ma è dovere anche nostro che non vengano respinti fuori dal mercato perchè continua ad alimentarsi l’idea che il sistema sanitario debba essere misurato in efficienza dal costo della siringa”.

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