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Dal palazzo

La decisione

Coronavirus, ordinanza del ministro Speranza: Sicilia in zona arancione

La decisione deriva dai dati e dalle indicazioni della Cabina di Regia. Musumeci: «Siamo stati noi a chiedere di anticipare di almeno una settimana il provvedimento, anzi avremmo voluto la zona rossa».

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ROMA. La Sicilia diventerà zona arancione. Lo prevede l’ordinanzza del ministro della Salute, che sarà firmata nelle prossime ore e prevederà la stessa misura anti-Coronavirus anche per Calabria, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.

La decisione deriva dai dati e dalle indicazioni della Cabina di Regia del ministero alla Salute e dell’Istituto superiore di Sanità sul periodo 28 dicembre-3 gennaio e andrà in vigore a partire da domenica 10 gennaio e fino al 15 di questo mese, anche se nel caso della Sicilia i dati non erano ancora tali da comportare questa scelta.

È stato lo stesso governo regionale, infatti, a sollecitarla, come fa sapere il presidente della Regione Nello Musumeci: «Siamo preoccupati per l’attuale andamento della curva dei contagi in Sicilia, per questo abbiamo chiesto al ministro Speranza, che ringrazio, di anticipare di almeno una settimana il provvedimento di istituzione della zona arancione per la Sicilia. Nonostante l’indice Rt dell’Isola non prevedesse infatti questa classificazione, con grande senso di responsabilità, abbiamo così previsto misure più stringenti a salvaguardia del nostro territorio».

Alcune ore dopo Musumeci ha aggiunto: «Stamattina abbiamo avuto un lungo colloquio con il ministro della Salute chiedendo di dichiarare la Sicilia zona rossa, almeno per una decina di giorni, ma il ministro in base al dato epidemiologico ha ritenuto di doverci concedere l’arancione. Non è quello che chiedevamo, ma prenderemo delle misure più restrittive perché bisogna rendersi conto che la battaglia non è ancora assolutamente vinta. L’indisciplina di una parte di molti siciliani rimette in discussione tutto quello che abbiamo ottenuto. Adotteremo misure che consentano ai sindaci di poter intervenire a seconda della specificità locale».

 

 

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