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Dal 6 gennaio

Coronavirus, nuova regola in Sicilia: per diagnosticarlo basteranno i tamponi rapidi

L'assessorato alla Salute accoglie la richiesta dei Commissari Covid, basandosi su circolari ministeriali e sul parere di Francesca Di Gaudio, responsabile del CRQ.  Tramite essi si valuterà pure il termine della quarantena e dell’isolamento.

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PALERMO. In Sicilia basterà il tampone rapido per diagnosticare i casi di Covid–19, decidere il termine della quarantena e dell’isolamento. Lo dispone una circolare firmata da Francesco Bevere, dirigente generale del Dasoe, e da Mario La Rocca, dirigente generale del Dipartimento per la Pianificazione Strategica, facendo seguito alla richiesta avanzata il 1 gennaio dai Commissari Straordinari per l’Emergenza Covid di Palermo, Catania e Messina. La decisione è stata presa in seguito al costante aumento della incidenza dei contagi, basandosi su circolari ministeriali e previo parere della professoressa Francesca Di Gaudio (nella foto di Insanitas), responsabile del CRQ Sicilia.

Da giovedì 6 gennaio, quindi, per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 e conseguente disposizione di isolamento, in contesti con alta prevalenza, un test antigenico rapido positivo- rispondente alle performance minime indicate dal Ministero della Salute e compreso nelle liste dell’Health Security Committeenon necessiterà di conferma molecolare. Un test antigenico negativo in soggetti sintomatici necessiterà di conferma con un secondo test antigenico rapido di analoga generazione a distanza di 2-4 giorni o con molecolare, esclusivamente sulla base della valutazione clinica (p.es presenza e gravità dei sintomi) ed epidemiologica del caso. Inoltre, il test antigenico rapido potrà essere utilizzato per la valutazione del termine dell’isolamento di un caso confermato COVID-19 e per la valutazione del termine della quarantena, ai sensi della normativa vigente, nei contatti stretti dei casi positivi potrà essere utilizzato il test antigenico rapido.

Tutte le strutture autorizzate alla esecuzione di test antigenici rapidi (es. Farmacie, Laboratori) dovranno continuare a garantire, anche in considerazione di quanto sopra evidenziato, l’inserimento dei dati relativi ai test antigenici rapidi nei sistemi informatici regionali, al fine di permettere la tempestiva presa in carico dei casi positivi. Le Aziende Sanitarie del SSR ed il Dirigente del Servizio 9 DASOE, a partire dal 6 gennaio 2022, provvederanno, per gli aspetti di competenza, ad integrare le attività di presa in carico dei pazienti e i flussi statistici. In particolare, dovranno essere riportati nel Sistema di Sorveglianza Integrata dell’Istituto Superiore di Sanità anche i casi positivi ai test rapidi, secondo quanto previsto dalla direttiva dell’assessorato alla Salute.

Nel suo parere la prof. Francesca Di Gaudio aveva sottolineato che «tutti i milioni di test antigenici finora usati in Sicilia non hanno dato falsi positivi, se non in un numero irrisorio e solo in caso di card usate all’aperto e bagnate. La predittività del caso positivo del test antigenico è molto alta ed il pericolo per la salute pubblica di un falso positivo rispetto ad un falso negativo è sicuramente inconfrontabile».

«Richiedere per l’isolamento la conferma in PCRT ossia in biologia molecolare dell’esito positivo di un test antigenico in casi di alta prevalenza, comporta un sovraccarico delle strutture ed un consumo di risorse che vale la pena di ponderare bene, anche considerando l’attuale disponibilità di reattivi e la produttività delle strutture di laboratorio pubbliche- scrive la responsabile del CRQ, in risposta all’assessorato alla Salute- Il numero di laboratori pubblici attualmente autorizzati per processare i tamponi molecolari e rapidi sono 40 laboratori per tamponi molecolari e 8 laboratori per tamponi rapidi. Tutti i laboratori pubblici hanno strumentazioni per effettuare almeno 600 tamponi molecolari al giorno, e molti di più nelle 24 ore, ma su “Qualità Sicilia”, nella maggior parte dei casi, risultano numeri inferiori alla loro potenzialità ed ai numeri prodotti da analoghe strutture private, per varie ragioni che in questo momento non si possono documentare e su cui, a parere della scrivente, è difficile intervenire in tempi immediati».

La Di Gaudio ha aggiunto: «Tutti i laboratori pubblici possono effettuare tamponi antigenici, ma sono pochi quelli aperti agli utenti esterni e su Sirges risultano sempre valori molto bassi e più bassi rispetto alla produttività delle farmacie e dei laboratori privati, anche in questo caso per varie ragioni che in questo momento non si possono documentare e su cui è difficile intervenire in tempi immediati».

Infine, la responsabile del CRQ Sicilia ha sottolineato: «Per quanto sopra considerato, per l’attuale quadro epidemiologico, per la qualità dei test antigenici in uso e per quanto previsto dalla recente circolare del Ministero della Salute si concorda con la proposta fatta dai Commissari straordinari sulla possibilità di utilizzate per l’identificazione del Caso COVID l’esito positivo di un test antigenico, senza conferma col molecolare, purché rispondente alle performance minime indicate dal Ministero e compreso nelle liste dell’Health Security Committee (HSC). La recente circolare del Ministero della Salute prevede per il fine quarantena e per il fine isolamento, l’uso equivalente di un test molecolare o antigenico con risultato negativo».

 

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