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Dal palazzo

L'approfondimento con l'esperto

Coronavirus, le differenze tra i vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna

Dopo l’approvazione da parte dell'Agenzia Europea del Farmaco del secondo vaccino anti-Covid-19, l'approfondimento di Insanitas con Antonio Cascio, direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive del Policlinico “Giaccone” di Palermo.

Tempo di lettura: 4 minuti

Dopo l’approvazione del vaccino Pfizer BioNTech arrivata il 21 dicembre, l’Agenzia Europea del Farmaco ha dato il via libera anche al secondo vaccino contro il Coronavirus: Moderna. Oggi l’Agenzia Italiana del farmaco si riunirà per esaminare il dossier e dare l’autorizzazione alla commercializzazione del farmaco da parte del Sistema Sanitario Nazionale.

Già somministrato negli Stati Uniti, in Canada e in Israele, il vaccino di Moderna è stato sviluppato in collaborazione con il “National Institute of Allergy and Infectious Diseases” (NIAID) diretto da Anthony Fauci. Tra le principali caratteristiche che accomunano i due farmaci innovativi vi è l’utilizzo di una base di RNA, tecnologia formulata per contrastare la Sars e la Mers.

 

«Entrambi i vaccini hanno come componente principale l’mRNA (RNA messaggero) incapsulato in liposomi (nanoparticelle di grasso) ed entrambi hanno lo stesso meccanismo di azione. L’mRNA è stato prodotto in laboratorio (senza utilizzare cellule animali, batteri o virus) mediante trascrizione in vitro dal corrispondente DNA stampo, che codifica per la proteina virale spike di SARS-CoV-2. I liposomi cono costituiti da molecole di grasso fra cui il colesterolo e il polietilenglicole. Grazie a tali particelle di grasso l’mRNA viene protetto dalla degradazione e può penetrare all’interno delle cellule umane- spiega Antonio Cascio, direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive del Policlinico “Giaccone” e docente di Malattie Infettive all’Università di Palermo- È presente pure uno zucchero, il saccarosio, che impedisce alle molecole di grasso di aggregarsi fra loro e alcuni sali (potassio cloruro, potassio di idrogeno fosfato, sodio cloruro, fosfato disodico diidrato in quello Pfizer, e tromethamina, tromethamine cloridrato, acido acetico, sodio acetato in quello Moderna) necessari a mantenere il pH (grado di acidità) uguale a quello del nostro corpo. Entrambi i vaccini non contengono proteine dell’uovo (presenti in altri vaccini) né cellule né batteri, né virus, né porzioni di virus e non sono stati ottenuti utilizzando colture cellulari. L’efficacia e la tollerabilità dei due vaccini è pressoché identica e lo stesso dicasi per quanto riguarda i possibili effetti collaterali».

Tra le differenze spicca invece la modalità di conservazione: «Grazie alla diversa composizione dei liposomi, il vaccino di Moderna non ha bisogno di essere conservato a temperature super fredde, come quello di Pfizer che deve essere conservato a – 75 °C circa e può essere messo in frigorifero solo fino a cinque giorni prima della scadenza. Importantissimo quindi il mantenimento della “catena del freddo”, incluso l’acquisizione di costosi congelatori e molto ghiaccio secco. La preparazione poi delle singole dosi è una procedura che necessita di attenzione- precisa ancora Cascio- Al contrario, il vaccino di Moderna può essere conservato a circa -20°C o alla temperatura di un congelatore domestico, quindi anche in frigorifero 30 giorni prima della scadenza. Pertanto è più semplice e gestibile. Queste differenze suggeriscono che il vaccino di Pfizer potrà essere utilizzato maggiormente nelle principali istituzioni con infrastrutture consolidate come gli ospedali, mentre quello di Moderna potrà essere più utile per strutture più piccole come le farmacie o gli studi del medico di famiglia».

«Inoltre- aggiunge il professore- il vaccino di Moderna viene somministrato in due dosi da 100 microgrammi a 28 giorni di distanza. Il vaccino di Pfizer viene somministrato in due dosi da 30 microgrammi a 21 giorni di distanza. La protezione si avrà a distanza rispettivamente di almeno 7 giorni e 14 dalla seconda dose per i vaccini Pfizer e Moderna».

Entrambi i vaccini si sono rivelati efficaci nel contrastare le infezioni da Sars-CoV 2 nel 95% dei casi circa ma il vaccino Moderna riesce ad inibire ogni forma grave della malattia con un’efficacia del 100%.

«Moderna è stato approvato per essere utilizzato nelle persone di età pari o superiore a 18 anni, mentre il vaccino Pfizer è usato anche per le persone di età pari o superiore a 16 anni» conclude Antonio Cascio.

L’ultima differenza importante è relativa al prezzo dei due farmaci, infatti, andiamo dai 31 euro a dose del vaccino Moderna ai 17 euro per ogni dose di vaccino Pfizer. Quest’ultimo sembrerebbe quindi a prima vista più economico, ma in realtà molto verrà risparmiato sul fronte della conservazione e del trasporto.

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