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ASP e Ospedali

L'annuncio del dg Iudica

Coronavirus, l’Asp di Enna: «Previsti ottanta posti letto all’ospedale “Umberto I”»

Lo annuncia il direttore generale, sottolineando che il presidio manterrà l'attività ordinaria di tutte le specialistiche.

Tempo di lettura: 2 minuti

ENNA. «La crescita esponenziale dei contagi rende ormai necessario che anche nella nostra Provincia vengano attrezzati posti letto per ammalati COVID, essendo quelli programmati in Sicilia e nel bacino Catania/Enna ormai insufficienti a far fronte ai ricoveri sempre più necessari».

Lo afferma il direttore generale dell’Asp di Enna, Franesco Iudica (nella foto), aggiungendo: «Nel prendere la decisione su dove allocare tali posti letto ci ha guidati il dovere di garantire, insieme e senza ledere nessuno di essi neanche parzialmente, il duplice, inalienabile diritto alla miglior cura del Covid e, nel contempo, al mantenimento del diritto di accesso dei nostri concittadini alle cure diverse da quelle del Covid».

Il dg sottolinea: «Difformemente da quanto accadde nella prima fase, in cui la cura delle altre patologie fu sacrificato al travolgente esplodere della pandemia, stavolta tutti e nessuno escluso, ammalati di Covid e ammalati di altre patologie debbono poter avere riconosciuto il loro diritto alla cura».

Iudica aggiunge: «Per contemperare tale duplice diritto, abbiamo ritenuto di immaginare due fasi. Nella prima fase, l’Umberto I manterrà l’attività ordinaria di tutte le specialistiche  e, dunque, per esempio, non verranno più sospesi gli interventi chirurgici delle diverse specialità e verrà mantenuta la funzione della Rianimazione per i ricoveri diversi da quelli Covid, e a tutte le attività ordinariamente erogate verranno- confinati, isolati nel sesto piano e con percorsi che ne garantiscano la piena sicurezza- aggiunti 60 posti letto ordinari di Covid, 10 di semintensiva e 10 di intensiva».

«Se dovesse rendersi necessario reperire ulteriori posti letto– afferma Iudica- saremo costretti ad allocarli in altro Presidio Ospedaliero della Provincia che individueremo sulla base di criteri di maggior tutela della salute dei pazienti. Non potremo, infatti, reperire tali ulteriori posti letto all’Umberto I perché tale scelta comprometterebbe la possibilità di erogare le altre prestazioni agli altri ammalati che hanno un uguale diritto di accesso alle cure».

Il direttore generale dell’Asp aggiunge: «Speriamo, anche per il comportamento responsabile dei cittadini, che tale seconda fase non si renda necessaria. Se così dovesse, purtroppo, essere, allargare ad altri ospedali il contributo all’organizzazione aziendale nella risposta alla cura del Covid rappresenterebbe il solo modo per garantire a tutti diritto alla salute ed equità. Equità nel fare ciascuno la propria parte per evitare che il peso ricada solo su una comunità. Ed equità per evitare che alcuni ammalati, quelli di Covid, possano curarsi, ed altri debbano rinunciare alla cura».

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