Coronavirus, l’analisi dei dati e i numeri che parlano da soli

21 Marzo 2020

I casi nel mondo e quelli in Europa. La situazione in Italia con l'aumento esponenziale dei positivi e la saturazione delle terapie intensive (TUTTI I GRAFICI)

 

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La rapida diffusione del coronavirus nel mondo ci ha costretto ad allargare la nostra visione del problema. La scorsa settimana l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di dichiarare l’emergenza epidemiologica provocata dalla diffusione del nuovo ceppo di coronavirus, Sars Cov-2, come una pandemia. Per questo i numeri parlano da soli. Più di 114 paesi coinvolti, 242.488 casi confermati, 9885 morti in tutto il mondo. Quello che, fino a Febbraio, sembrava un problema circoscritto alla Cina, oggi è drammaticamente esploso in tutta la sua gravità nel resto del mondo. Dal successivo grafico è apprezzabile questo spostamento dalla Cina al resto del mondo del numero di casi positivi registrati, che vede tra fine Febbraio ed inizio Marzo il punto di svolta.

covid nel mondo

Distribuzione di casi di Covid-19 nel Mondo. In rosso la Cina, in blu il resto del mondo.

L’Europa, ed in particola modo l’Italia, è il secondo continente più colpito. Non solo per il numero di casi che, per l’intera Europa si attestano a 102.649, ma anche per il numero di morti. Se in Asia i morti sono 4742, in Europa se ne contano 4885. Dato destinato a crescere, visto il recente aumento di casi in Spagna e Germania.

I casi in Europa, 4 nazioni

grafico covid europa

Distribuzione dei casi di Covid19 in Europa (4 Nazioni)

Altre nazioni CH (3.888 ), UK (3.277 ), NL (2.460 ), N (1.552 ), A (2.196 ), B (1.795 ), S (1.423 ), DK (1.151 ), < di 1000 casi

L’aumento esponenziale dei positivi
Ma è l’Italia ha destare più preoccupazione in questo momento. Dall’inizio dell’epidemia i positivi al Covid-19 sono 47.021 . Di questi 5.129 sono guariti e purtroppo 4.032 sono morti. Rimangono sempre 37.860 positivi. Quest’ultimo è il dato più discusso, perché presenta una crescita esponenziale che neanche il DPCM del’11 Marzo 2020, che conteneva le misure urgenti per cercare di contenere il Covid-19 su tutto il territorio nazionale, è riuscito ad attenuare.

grafico andamento nazionale

Andamento nazionale ed incremento giornaliero

Sul perché non si riesca a fermare questa crescita, raggiungendo finalmente il picco, sono state formulate molte ipotesi. La più accreditata si basa sulla decisione di molte regioni, in testa Lombardia e Veneto, di aumentare il numero di tamponi effettuati per provare a scovare positivi anche tra agli asintomatici. Alcuni si sono spinti a proporre anche la soluzione, effettivamente irrealizzabile, di testare con il tampone tutta la popolazione. Tuttavia altri credano che il contagio stia aumentando per la mancanza di osservanza delle restrizioni imposte dal suddetto decreto.

La letalità: il profilo sanitario dei deceduti
Al crescere dei contagiati è legata un’altra linea in aumento: quella dei deceduti. Nella giornata di ieri si è registrato il maggior numero di morti in un solo giorno da quando è iniziata l’epidemia: ben 627 deceduti.

letalità covid

Report quotidiano dei decessi in Italia

Il Presidente del ISS, Silvio Brusaferro, ha fornito un identikit di questi deceduti attraverso l’analisi del loro profilo sanitario. Hanno un’età media di 80 anni. E’ una popolazione soprattutto maschile, le donne rappresentano soltanto il 30 %. La differenza di età tra i deceduti e chi viene ricoverato riuscendo a guarire è di circa 15 anni.

Distribuzione dei casi diagnosticati e dei decessi segnalati per fascia di età e sesso

Analisi Covid19 per età e sesso

Andando ad analizzare i dati sulla mortalità si scopre che il 48,5% ha 3 o più patologie. Il 25,6% ha due patologie e l’altro 25,1% ha una patologia. Soltanto lo 0,8% è sano e non presenta nessun altra patologia.

Terapia Intensiva: verso la saturazione
Naturalmente l’alto numero di decessi che si sta registrando comporta un notevole stress per il sistema sanitario sanitario nazionale che si trova in difficoltà in alcune regioni come la Lombardia dove si è quasi raggiunta la saturazione dei posti disponibili di terapia intensiva. Per questo il governo sta cercando di trovare soluzioni temporanee, come costruire nuovi reparti per creare posti letto, rivolgersi all’esercito per installare ospedali da campo come è successo a Cremona o trasferire d’urgenza i pazienti verso regioni meno impegnate in questo momento con l’emergenza coronavirus.

terapia intensiva covid19

Occupazione dei posti letto di terapia intensiva nelle Regioni

*Tutti i dati sono aggiornati al 18/03/2020; Fonte: Ecdc; ISS; Protezione Civile

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