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Coronavirus, la Fials Palermo: «Indennità di rischio agli operatori sanitari»

4 Aprile 2020

Il sindacato la sollecita per tutto il personale impegnato e coinvolto nell'emergenza.

 

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“Grande partecipazione ieri negli ospedali al minuto di silenzio promosso dalla Fials per ricordare le vittime del Covid-19 e per chiedere di potenziare le misure di sicurezza a tutela del personale”.

Lo scrive la segreteria provinciale di Palermo, in una nota a firma del segretario Enzo Munafò e i segretari aziendali Giuseppe Forte, Mario Di Salvo e Antonino Ruvolo, ritenendo “insopportabile che i lavoratori impegnati nella lotta contro il Covid-19, vengano osannati in televisione, sui giornali, applauditi dai cittadini, chiamati eroi o angeli, senza che i loro sacrifici di tutti i giorni vengano ripagati anche con un riconoscimento economico attraverso il vile denaro, per le sofferenze che stanno patendo in questi giorni, separandosi dalle loro famiglie, non recriminando né il rispetto degli orari, né molto spesso i diritti che sono stati loro negati pur avendone goduto altri colleghi”.

La Fials ricorda che se ai servizi di Malattie infettive è già riconosciuta una indennità di rischio, la stessa andrebbe riconosciuta anche a tutto il personale impegnato e coinvolto nell’emergenza.

Eccezion fatta per Villa Sofia- Cervello che il 2 aprile ha ritenuto di concedere l’indennità ai sensi dell’art. 86 del CCNL Comparto Sanità 2016-2018 agli operatori COVID19, e per l’Asp Palermo che in una nota del 26 marzo indirizzata a tutti i sindacati ha informato di avere allo studio una ipotesi di riconoscimento dell’indennità di disagio a favore di tutto il personale dedicato al Covid Hospital e al Dipartimento di Prevenzione medico, direttamente coinvolto nelle attività di accertamento e prelievo dei tamponi.

“Per quanto riguarda l’Azienda Arnas Civico ad oggi, non abbiamo ottenuto nessun segnale che induca a credere che i nostri appelli vengano letti”, aggiunge la Fials, proponendo “di applicare al personale del comparto che opera presso Servizi Covid, siano essi ospedalieri o addetti a servizi di 
prevenzione e cura, il riconoscimento dell’articolo 86 del contratto collettivo Comparto Sanità 2016-2018”.

Il sindacato chiede che le quote del sistema premiante assegnate alle Direzioni generali “vengano utilizzate per la progettazione Covid-19 inserendo nel progetto, tutti gli operatori così come sopra richiesto e distribuendo le quote di detto progetto a partire dal pagamento degli emolumenti del mese di marzo. Il progetto Covid dovrà essere identificato quale progetto prioritario, indifferibile, ottenendo l’approvazione immediata dell’Oiv senza richiedere alcuna verifica finale, 
considerato che la verifica sarà sotto gli occhi di tutti non appena verrà superata la pandemia”.

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