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Coronavirus in Sicilia, i sindacati si mobilitano: ecco richieste e appelli

25 Febbraio 2020

Gli interventi di Nursind, Ugl Catania, Uil Pubblica amministrazione, Fp Cgil e Cisl Funzione Pubblica. IN AGGIORNAMENTO.

 

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PALERMO. Dopo il primo caso di Coronavirus in Sicilia, si susseguono gli appelli dei sindacati (in aggiornamento).

“Più laboratori per effettuare le diagnosi, dotare tutto il personale dei dispositivi di sicurezza, postazioni di triage esterne ai presidi ospedalieri con strutture mobili quali punti di primo intervento mobili”. Sono alcune delle misure indicate dal Nursind Sicilia alla Regione in tema di prevenzione e contrasto al coronavirus.

In una nota a firma del segretario regionale Claudio Trovato (nella foto in alto), il Nursind chiede l’istituzione di una “cabina di regia regionale che vigili sulle direttive emanate e che le stesse vengano attuate in maniera uniforme in tutto il territorio regionale”.

Quindi auspica l’aumento “del numero dei laboratori che possono effettuare la diagnosi molecolare su campioni clinici respiratori secondo protocolli specifici, in modo di avere conferme diagnostiche con una tempistica congrua, ed allocati in ambiti provinciali in modo di avere tempi rapidi di diagnostica della patologia”

Tra le altre proposte il Nursind ritiene prioritario “l’aumento delle risorse umane nei distretti territoriali e ospedalieri quali, l’ex guardia medica, i punti di primo intervento, i presidi territoriali di emergenza, le Malattie infettive e le Rianimazioni”.

Infine “la pubblicazione all’interno dei siti web delle direttive emanate dalle direzioni strategiche che le aziende sanitarie gestiscono, una trasparenza nei confronti dei cittadini e degli operatori che ad oggi non hanno ricevuto nessuna informazione in merito” e “audit clinici tra operatori sanitari e le unità operative di prevenzione e protezione come da disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro”.

Giovanni Musumeci (Ugl)

“Elevare i livelli di attenzione igienica negli uffici pubblici e privati, nonché nelle aziende, a salvaguardia in primis dei lavoratori.”

Lo chiede per evitare ulteriori contagi dal Coronavirus, il segretario territoriale della Ugl di Catania, Giovanni Musumeci, rivolgendosi a tutti i datori di lavoro ed ai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione degli enti e delle aziende catanesi.

“So che già molte imprese private si stanno attrezzando per incrementare le attività preventive consigliate dalle autorità sanitarie ed auspico che, adesso, con la stessa celerità si provveda anche per quanto riguarda tutti gli uffici, in particolar modo in quelli pubblici laddove il contatto con l’utenza è continuo, nonchè nelle scuole di ogni ordine e grado e all’università”.

“Rivolgo, altresì, un appello anche ai sindaci di tutti i Comuni dell’area metropolitana, perché dotino gli agenti di Polizia municipale degli ausili necessari per poter effettuare servizio esterno in totale sicurezza- aggiunge Musumeci- Da parte nostra, come Ugl, con i nostri rappresentanti sindacali già abbiamo iniziato a vigilare, nelle realtà aziendali dove siamo presenti, affinchè vengano elevati gli standard preventivi a tutela dei dipendenti e, nel contempo, ci auguriamo che anche dalla Regione vengano presi gli accorgimenti necessari anche con l’emanazione di disposizioni igienico-sanitarie rivolte agli enti di ogni livello ed alle aziende, su tutto il territorio regionale. Siamo fermamente convinti che, solo grazie al gioco di squadra ed al rispetto delle regole, la minaccia legata all’epidemia Covid-19 possa essere efficacemente fronteggiata anche nella nostra isola e nella nostra città”.

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Alfonso Farruggia (Uil Pubblica Amministrazione)

“La Uil Pubblica Amministrazione Sicilia condivide pienamente i provvedimenti che le Autorità pubbliche hanno assunto o sono in procinto di assumere per fronteggiare l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, ma chiede di attuare, congiuntamente alle iniziative già intraprese, precise limitazioni a tutti i servizi rivolti all’utenza che prevedono un contatto diretto con il pubblico”.

Ad affermarlo è il segretario generale Alfonso Farruggia, in una nota trasmessa ai dirigenti delle amministrazioni ministeriali, del parastato e delle agenzie fiscali del territorio regionale.

“Nello specifico chiediamo- chiarisce Farruggia- che, laddove sia possibile e pur valutando la possibilità di ridurre il servizio all’utenza, rimangano attivi solo gli sportelli dotati della barriera fisica e della protezione del vetro. Strumenti di massima protezione che contribuiscono a garantire la sicurezza dei lavoratori congiuntamente a tutti i provvedimenti stringenti e adeguati da adottare in questo preciso momento storico, a partire dai dispositivi individuali a tutela del personale e della cittadinanza”.

Farruggia stigmatizza la mancata applicazione, nella maggioranza degli uffici pubblici siciliani, delle norme a tutela della salute dei dipendenti, a partire dalla più semplice delle prassi quali l’igiene delle mani: “Nei bagni mancano i prodotti disinfettanti da fornire soprattutto a chi, giornalmente, si trova in trincea con l’utenza”.

“La Uil Pubblica Amministrazione Sicilia- conclude il segretario generale- invita pertanto tutto il gruppo dirigente a vigilare e a segnalare eventuali inadempienze da parte delle varie Amministrazioni, nella piena convinzione che con la salute dei lavoratori non si possa scherzare, soprattutto in un momento storico di emergenza sanitaria come quello che stiamo vivendo”.

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Lorenzo Geraci (Cisl Fp)

La Fp Cgil Palermo e la Cisl Funzione pubblica Palermo Trapani hanno inviato una lettera alle direzioni generali di Asp Palermo, Arnas Civico, Villa Sofia-Cervello, fondazione “G.Giglio” di Cefalù e ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli chiedendo un incontro urgente con le diverse aziende.

La situazione impone, scrivono nella lettera Fp Cgil e Cisl Fp, di “gestire la fase attuale con responsabilità e competenza che sicuramente non mancano alle strutture che voi dirigete”.

Un’emergenza che richiede l’intervento diretto e l’attenzione vigile da parte del personale medio e paramedico. “E’ preoccupante il numero di operatori sanitari infettati perché, è fuor di dubbio, in questa battaglia in prima linea ci stanno medici, infermieri, Oss, operatori sanitari”.

“Spetta alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità accogliere, prendere in carico, assistere e curare gli ammalati – scrivono i segretari generali di Fp Cgil Giovanni Cammuca e di Cisl Fp Lorenzo Geraci – Questo lavoro deve essere svolto in piena sicurezza a tutela degli assistiti e degli stessi operatori perché nella sciagurata ipotesi che qualcuno di loro si ammali ci sarebbe un paziente in più e anche un operatore in meno la cui assenza graverebbe pesantemente nell’organizzazione del lavoro”.

Al fine di definire provvedimenti organizzativi, misure da adottare a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e l’eventuale potenziamento dei servizi sanitari mediante assunzioni straordinarie, i sindacati chiedono ai dirigenti un incontro urgente per ciascuna azienda

I sindacati della Funzione pubblica oggi invieranno altre lettere in tutti i posti di lavoro dove c’è il front-office e quindi contatto diretto con il pubblico e maggiore rischio di esposizioni, come Inail, Inps, enti locali, porto e aeroporti, dove ci sono Agenzia della dogana e Croce rossa. Fondamentale – per i sindacati – è la formazione del personale, a partire dal corretto modo di indossare i dispositivi di protezione individuali. Altre lettere sono state già partite nei giorni scorsi.

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