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Coronavirus, in Sicilia chiudono gli ambulatori: solo triage telefonico

Chiusura già disposta nelle province di Palermo, Catania, Ragusa, Trapani e Agrigento. La Fimmg "si adeguino anche le altre Asp e si proceda con la Task Force USCA"

Tempo di lettura: 2 minuti

Gli uffici di Programmazione e Organizzazione delle attività di cure primarie delle Asp di Palermo, Catania, Ragusa, Trapani e Agrigento hanno emanato una direttiva rivolta ai medici del territorio con la quale, in considerazione dell’emergenza Coronavirus, ed i conseguenti risvolti sull’attività ambulatoriale, dispone la sospensione dell’accesso agli ambulatori di medicina generale e dei pediatri di libera scelta e di continuità assistenziale (ex guardie mediche e p.p.i.), con effetto immediato e sino a fine emergenza. L’organizzazione degli accessi in ambulatorio avverrà quindi esclusivamente per contatto telefonico e, in ogni caso, sarà consentito solo in casi non differibili e, solo se strettamente necessario, con un solo accompagnatore per paziente.

La circolare pone il divieto assoluto di presenza contemporanea di più persone, compresi gli accompagnatori, all’interno degli studi o dei presidi CA e la rigida osservanza della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro mentre è fatto divieto assoluto di accesso agli ambulatori ai soggetti con sintomatologia respiratoria e febbre. Questi ultimi devono, in attuazione delle linee guida, contattare telefonicamente il proprio medico di famiglia, pediatra di libera scelta o medico di continuità assistenziale, per il triage telefonico.

“Condividiamo pienamente la nota emanata dal Direttore del Dipartimento Cure Primarie dell’Asp di Palermo Franco Cerrito che accoglie le nostre richieste – affermano Luigi Galvano e Luigi Tramonte della FIMMG – e raccogliamo con piacere l’immediato adeguamento anche delle asp di Catania, Ragusa, Trapani ed Agrigento. Auspichiamo che anche le altre Asp si attivino in tal senso e speriamo che le Direzioni Generali di tutte le Asp Siciliane provvedano ad una rapidissima approvazione della nostra proposta sulle Task Force USCA che oltre a decongestionare la medicina del territorio e quella ospedaliera sarebbero un valido strumento per rispondere ai bisogni di salute dei pazienti COVID 19 positivi o con sintomatologia respiratoria. Auspichiamo anche che quanto prima la Medicina de Territorio venga dotata dei DPI”.

La proposta Task Force USCA si sostanzia nella istituzione di una unità costituita da medici di continuità assistenziale che, su base volontaria, adeguatamente dotati di dpi e tamponi, andrebbero a visitare a domicilio i pazienti covid positivi o sospetti positivi. Decongestionando così la medicina del territorio, gli ambulatori, il 118, le strutture ospedaliere e sgravando da questo particolare e rischioso compito tutti gli altri medici.

 

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