Coronavirus, in arrivo 240 anestesisti ma è “giallo” sui posti letto già attivati

20 Novembre 2020

Ad annunciare il concorso ad Insanitas è il direttore del Dipartimento alla Pianificazione strategica. Dal sindacato Cimo rendono nota una ricognizione sulle strutture ospedaliere che fornisce dati diversi rispetto a quelli istituzionali.

 

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PALERMO. La Regione è pronta a bandire un concorso riservato per arruolare 240 anestesisti. Giovani medici siciliani potranno dunque restare nella loro terra e combattere anche il Covid19.

Nel contempo il governo Musumeci guarda all’estero, per reperirne nell’immediato anestesisti e focalizza l’attenzione su quei Paesi dove il Coronavirus non ha fagocitato l’intero sistema sanitario nazionale.

Di queste ore un accordo anche con i rettori degli atenei siciliani per utilizzare, come sta avvenendo con diverse forme contrattuali, studenti del quarto e quinto anno per rifocillare i reparti Covid dei nosocomi dell’isola.

Ad annunciare il nuovo concorso a Insanitas è il braccio destro dell’assessore alla Salute Ruggero Razza, il dirigente generale del Dipartimento per la Pianificazione strategica, Mario La Rocca (nella foto), che in questi giorni si è confrontato con i sindacati, uno in particolare: la Cimo.

A pochi giorni dopo lo scadere del primo step sulla nuova rete ospedaliera anti -Covid (il 15 novembre) i conti sembrano non tornare, secondo quanto denunciano dal sindacato dei medici ospedalieri.

La vera sfida per la Sicilia al momento in “zona arancione” si gioca tutta sulla capacità del sistema sanitario di reggere il numero dei contagi. Le percentuali rilevate da Agenas – al 19 novembre- la terrebbero in bilico: l’andamento percentuale di occupazione posti letto della Terapia Intensiva Covid sarebbe del 29%, mentre quello dei posti letto Covid in area non critica (malattie infettive, medicina generale e pneumatologia) del 37%. Entrambe si avvicinano molto alle soglie fissate dal Governo Conte del 30 e 40 per cento.

I posti letto di terapia intensiva dedicati- secondo la Regione– sarebbero 335 (+ 10), a suggerirlo ieri sera la rilevazione sulla piattaforma Gecos. Occupati da pazienti Covid 240.

La panoramica complessiva che propone Agenas– al 19 novembre- è la seguente: Ricoverati in “area non critica”, 1532; posti letto in “area non critica”, 4146; ricoverati in Terapia intensiva, 240; posti in Terapia Intensiva, 817; posti letto Terapia Intensiva attivabili, 200.

Il numero di pazienti si riferisce alla pubblicazione giornaliera del Dipartimento di Protezione Civile mentre il numero di posti letto si riferisce alla rilevazione giornaliera (19 Novembre 2020) del Ministero della Salute.

I primi di novembre, in VI Commissione all’Ars, l’assessore Razza annunciava: sono complessivamente 416 i posti letto di terapia intensiva che saranno attivati in Sicilia entro il 30 novembre, 2.384 quelli di degenza ordinaria e 812 quelli per i casi a bassa complessità.

Secondo la Cimo la realtà dei fatti sarebbe ben altra cosa: da una verifica struttura per struttura da parte del sindacato i posti letto davvero attivati sarebbero 210 in meno rispetto a quelli programmati, che saranno operativi comunque nel 2021.

La Rocca non ha la programmazione struttura per struttura tra le mani quando lo raggiungiamo telefonicamente, ma spiega: “Stiamo facendo una serie di contratti con strutture private su Catania, 100 posti letto Covid a bassa intensità. Operativi dalla settimana prossima. A breve 25 in più su Termini Imerese, il “Cervello” di Palermo pian piano si sta convertendo in Covid Hospital e ci saranno alla fine 240 posti letto , di cui 40 di terapia intensiva. Sta andando avanti il progetto di conversione di Petralia, che arriverà a 100 posti”.

A proposito di Petralia, come testimoniano dall’ospedale, al momento sono 20 i posti attivi e si sta lavorando per la terapia intensiva. Per avviarla, si lavora sui gas medicali, le pressioni devono essere superiori e poi ci vogliono i rianimatori. A Enna invece dalla scora settimana i ricoveri ordinari di Rianimazione dell’Umberto I sono stati trasferita al Basilotta di Nicosia, a un’ora di strada. La strada tortuosa dell’entroterra. I posti letto 8/10 dell’Umberto I sono tutti destinati a pazienti Covid.

«Stiamo lavorando sulle metodiche dei pazienti ospedalizzati- continua La Rocca- a garanzia di un turnover ottimale in modo da tenere in ospedale solo quelli che necessitano di questo tipo di assistenza e trasferire in strutture di bassa intensità chi va verso la guarigione. Stiamo infatti aprendo man mano le RsA e altre strutture recettive per garantire le cure a quei soggetti che non si sono ancora negativizzati ma che hanno superato le fasi critiche. Abbiamo redatto le linee guida per le dimissioni e il Comitato tecnico scientifico ha varato i protocolli per la gestione domiciliare per i pazienti paucisintomatici. Oggi abbiamo fatto una nota per l’utilizzo dell’ossigeno liquido a casa».

Clicca qui per visualizzare la tabella sui posti letto a cura della Cimo.

Il vicesegretario regionale del sindacato, Angelo Collodoro, sottolinea: «Questo è un lavoro della segreteria regionale che ha coinvolto tutte le strutture Territoriali provinciali al fine di fornire un contributo di chiarezza e trasparenza in un momento in cui il dibattito nazionale sta affrontando questi temi. Dimostriamo ancora una volta di essere estremamente tecnici senza trascendere nelle sterili polemiche che non ci appartengono. Bisogna assolutamente trovare nuovi posti letto anche in strutture dismesse».

 

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