Coronavirus, il Nursing Up: «Infermieri italiani mandati allo sbaraglio»

21 Luglio 2020

Il presidente del sindacato commenta il report dell'Inail: "Ribadita la gravità emersa già dalla nostra inchiesta che abbiamo portato avanti nelle strutture sanitarie".

 

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ROMA. «Lo abbiamo urlato a gran voce dalle piazze di tutta Italia durante i nostri recenti flash mob. Gli infermieri italiani hanno sorretto con le loro mani il “macigno” della lotta contro il “Mostro-Coronavirus”, pagando sulla propria pelle lo scotto di una battaglia a tratti anche improba, contro un nemico invisibile, sconosciuto e subdolo».

Lo afferma Antonio De Palma, presidente del Nursing Up, commentando l’ultimo report Inail e aggiungendo: «Noi, senza nulla togliere alle altre categorie di operatori sanitari, siamo quelli che hanno accettato lo scontro frontale senza paura, noi siamo quelli che hanno visto la morte in faccia, schierati in prima linea. Spesso mandati allo sbaraglio, senza armi, senza difese, senza avere le spalle coperte, come dovrebbe avvenire in una guerra per ogni buon soldato che si trova al fronte. Perchè di guerra si è trattato, anche se qualcuno oggi si permette pure il lusso di negarlo».

«I numeri dell’Inail non fanno che ribadire- continua De Palma- la gravità emersa già dalla nostra inchiesta sindacale, quella che abbiamo portato avanti nelle strutture sanitarie. Non ci meravigliamo affatto, ma i nostri approfondimenti ora ci pongono domande sulla esaustività di questi dati. Leggo le cifre “ufficiali” dell’Inail e continuo a chiedermi come si permette questo Governo di proseguire nella sua ostinata indifferenza di fronte a quanto emerge».

Poi aggiunge: «L’83 per cento dei casi denunciati di avvenuto contagio, tra gli operatori sanitari, sono infermieri. Otto casi su dieci! Per quanto riguarda i decessi, il 40 per cento delle vittime si è verificato nel mondo sanitario. Di questo 40 per cento, il 63 per cento dei deceduti, cari signori, erano infermieri».

Infine, il presidente del Nursing Up sottolinea: «Gli infermieri italiani, quelli che sono sopravvissuti, malconci, feriti dentro, stanchi, ed arrabbiati come non mai, pretendono adesso una spiegazione. E rivendicano rispetto: per quello che hanno profuso in termini di impegno e pagato in termini di danni fisici e morali».

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