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Coronavirus, il Nursind: «Urgono misure straordinarie e assunzioni in massa»

24 Febbraio 2020

Secondo i coefficienti per le dotazioni organiche non risolvono il problema e servono subito innesti di infermieri ma anche di altri operatori come Oss, tecnici e amministrativi.

 

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«A Palermo restano gravi criticità di personale all’Asp e in molti reparti al Policlinico, Villa Sofia-Cervello, al Civico. La situazione rischia di precipitare perché i coefficienti per le dotazioni organiche non risolvono il problema e l’allarme per il coronavirus rende necessarie misure straordinarie immediate. Servono subito assunzioni in massa degli infermieri ma anche di altri operatori come Oss, tecnici e amministrativi».

Lo affermano Aurelio (nella foto) e Alfredo Guerriero del Nursind Palermo commentando la situazione della sanità palermitana e di tutta l’Isola e ricordando che “è il momento di valutare un ritorno in piazza per una protesta ancora più vigorosa”.

Il Nursind Palermo ricorda che «dopo la manifestazione di Roma altri colleghi con cui si è condivisa quella giornata storica hanno deciso di seguire un altra direzione firmando successivamente quel contratto. Noi non abbiamo svenduto la nostra dignità e torneremmo a protestare a fronte dell’aumento dei carichi di lavoro, delle pressanti richieste di riposi saltati, doppi turni, ferie rimandate, a fronte di diritti negati come i permessi per la formazione difficilmente esigibili perché non nessuno è disponibile alla sostituzione».

«La situazione che vivono gli infermieri è paradossale- prosegue il Nursind Palermo- basti pensare alla valutazione della performance individuale che non tiene conto delle condizioni anche e soprattutto numeriche e in termini di personale di supporto. Quando c’è da dare, l’infermiere è sempre il primo a fare la sua parte, quando c’è da incassare i giusti riconoscimenti, non c’è mai alcun incentivo. Come recita l’articolo 36 della Costituzione, il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a se ed alla sua famiglia un esistenza libera e dignitosa. Sulla base di questo sacrosanto principio riteniamo sia necessario tornare ad alzare la voce tutti insieme».

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