Coronavirus, i veterinari siciliani: «Non pericolosi animali da compagnia e alimenti»

25 Febbraio 2020

Nicola Barbera, presidente dell'Ordine regionale, sottolinea: «In merito alle tante notizie che imperversano sui social, sui giornali e con il pericoloso metodo del passaparola, appare doveroso informare i cittadini circa gli aspetti di questa emergenza sanitaria».

 

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“In merito alle tante notizie sul coronavirus che da settimane ormai imperversano sui social, sui giornali e con il pericolosissimo metodo del passaparola, appare doveroso da parte dell’Ordine dei Medici Veterinari informare i cittadini circa gli aspetti di questa emergenza sanitaria che ci riguardano più da vicino».

Lo afferma Nicola Barbera, presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari in Sicilia, aggiungendo: “I Medici Veterinari, da sempre baluardo in difesa della salute pubblica, sono impegnati in prima linea nel contrasto dell’emergenza Coronavirus; soprattutto perché, come è noto, l’origine del contagio è avvenuta per la totale mancanza di biosicurezza in alcuni mercati alimentari cinesi e il COVID-19 si è trasmesso all’uomo (ospite intermedio) dal pipistrello, considerato in Cina un alimento. La promiscua presenza di animali infetti e scarse condizioni igieniche ha consentito il propagarsi di questa infezione dapprima nella zona di Whuan e in seguito in molti paesi del mondo, tra cui l’Italia che oggi conta alcune decine di casi”.

Barbera sottolinea: “Non vi è alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia, quali cani gatti uccellini etc, abbiano contratto l’infezione o possano diffonderla così come precisato dall’OMS. La precisazione è utile in quanto a causa della imponente disinformazione sul fenomeno si registrano già molti casi di abbandono di animali perché considerati potenzialmente pericolosi per la salute umana. Niente di più falso!”

“La seconda precisazione che ci preme fare riguarda il consumo di alimenti. Anche in questo caso tocca smentire le voci circolate sui media che riportano come potenzialmente pericoloso il consumo di alimenti, sia provenienti dalla Cina che prodotti in Italia da Cinesi o anche prodotti e venduti da italiani. Il virus non si trasmette per via alimentare, ma attraverso il contatto con le goccioline del respiro delle persone infette, ad esempio quando starnutiscono o tossiscono o si soffiano il naso”.

“Dunque l’unico rischio proveniente dal consumo di alimenti riguarda una possibile errata manipolazione degli stessi; se gli addetti alla somministrazione o preparazione di alimenti fossero infetti e non applicassero scrupolose norme di igiene potrebbero contaminare i cibi cosi come le superfici e l’aria ma non esiste assolutamente un contagio diretto per via alimentare, solo aerea”.

Barbera conclude: “In conclusione, sposiamo completamente le disposizioni fornite dal ministero della sanità, cosi come dall’OMS e da tutti gli Enti sanitari che consigliano il frequente lavaggio e disinfezione delle mani, starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso. Queste disposizioni oltre che incontrare il buon senso di ciascuno di noi, sono valide per il contrasto di qualunque forma di infezione per via aerea. Assicuriamo l’impegno di tutti i Medici Veterinari in difesa della sanità pubblica e auspichiamo anche grazie al nostro contributo la risoluzione di questa emergenza sanitaria nei tempi più brevi. Invitiamo tutti al buon senso, evitando panico immotivato, pregandoli di considerare tutti i Medici Veterinari a disposizione per consigli e chiarimenti”.

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