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Coronavirus, i sindacati: «Al Policlinico Martino non siano smantellati gli altri reparti»

27 Marzo 2020

È l'appello lanciato da un ampio fronte sindacale del policlinico formato da Flc Cgil, Cisl Fsur, Uil Rua, Nursind, Snals Confsal, Fgu Gilda Unams, Flp e Usb.

 

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“Smantellare i reparti del Policlinico di Messina per combattere il coronavirus significa aumentare i rischi dei pazienti affetti da altre patologie. Urgono misure di sicurezza a tutela del personale, come tamponi a tutti i lavoratori e la consegna dei dispositivi individuali”.

È l’appello lanciato da un ampio fronte sindacale del policlinico formato da Flc Cgil, Cisl Fsur, Uil Rua, Nursind, Snals Confsal, Fgu Gilda Unams, Flp e Usb.

I sindacati esprimono in via preliminare forte preoccupazione per l’utilizzo di spazi sempre maggiori all’interno della struttura e destinati all’emergenza coronavirus.

Secondo le sigle “tale sforzo dovrebbe essere equamente distribuito tra le strutture sanitarie della Regione e della Provincia e non solo su Messina. Uno studio della Società italiana di cardiologia ha registrato in un campione di 50 Unità di terapia intensiva cardiologica, dal 12 al 19 marzo, 349 ricoveri rispetto ai 693 della stessa settimana del 2019, da cui si evince che i pazienti hanno paura del contagio e non vanno in ospedale, ma l’infarto non è meno grave del Covid 19 e non bisogna assolutamente abbassare la guardia. Il Policlinico di Messina, punto di riferimento per diverse patologie gravi dall’infarto all’ictus, non può rinunciare alla sua natura di Hub, oltre che di ricerca”.

I sindacati chiedono quindi di contrastare l’avanzata garantendo una “formazione adeguata del personale fornendo
a tutti gli operatori dei dispositivi di sicurezza individuale adeguati. Bisogna inoltre assumere ulteriori unità, ed effettuare periodicamente i tamponi a tutto il personale”.

Inoltre i sindacati chiedono “che il personale in servizio presso le strutture dedicate alla lotta contro il Covid-19 possa essere ospitato presso alloggi individuati dall’amministrazione, come ad esempio alberghi e b&b, per evitare il rientro nella propria abitazione”.

Tra le altre richieste quella di “percorsi differenziati per i positivi nei vari reparti a cominciare dall’accoglienza dei bambini e in Ostetricia. Bisogna chiarire meglio il percorso pediatrico per i bambini con sospetto o risultati positivi al Covid-19, in quanto in atto è presente un unico posto isolato al triage infettivologico, il secondo non risulta essere isolato, non dispone né di percorso dedicato e né di bagno annesso, precludendo la stabilizzazione di altri pazienti che accedono per patologia non infettiva”.

Inoltre “annullare le procedure per il recupero crediti relative all’ex art. 9 del festivo infrasettimanale e prevedere una forma di incentivazione dai fondi aggiuntivi regionali per tutto il personale sanitario compresi i coordinatori che ha prestato servizio in questo momento di emergenza”. Infine “un repentino cambio degli orari delle navi che permetta ai dipendenti che vengono dalla Calabria di venire in sevizio senza avere ulteriori disagi”.

I sindacati esprimono “un particolare ringraziamento al personale tutto e in particolare a quello sanitario che presta la propria attività al Covid Hospital, in presenza di una emergenza così grave e alla difficoltà a reperire i dispositivi di sicurezza, dimostrando una notevole professionalità senza precedenti”.

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