Coronavirus, i medici di famiglia siciliani: «Nelle vaccinazioni sia data priorità anche a noi»

29 Dicembre 2020

L'appello lanciato tramite Insanitas da Luigi Galvano, segretario regionale della FIMMG: «Noi spesso abbiamo a che fare con gente asintomatica, la quale non sa di essere ammalata e non fa un tampone prima di venire in contatto con noi». Interviene pure Toti Amato (OMCEO).

 

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«Sia data priorità anche ai medici di famiglia nelle vaccinazioni contro il Coronavirus»: è l’appello lanciato tramite Insanitas da Luigi Galvano (nella foto), segretario regionale della FIMMG Sicilia, all’assessorato alla Salute guidato da Ruggero Razza.

«La categoria dei medici di medicina generale ha avuto i suoi morti e i suoi ammalati, quindi mi rivolgo alle istituzioni affinché decidano di vaccinare anche noi nella stessa misura in cui si farà con gli ospedalieri. Noi spesso abbiamo a che fare con gente asintomatica, la quale non sa di essere ammalata e non fa un tampone prima di venire in contatto con noi».

«Questa campagna vaccinale si distinguerà in quattro periodi (Q1-Q2-Q3 e Q4). Noi medici di medicina generale dovremmo rientrare nel Q3 per vaccinare anche i nostri pazienti. Riteniamo quindi che sia fondamentale la vaccinazione- continua Galvano- La FIMMG ha stilato un format web per i cittadini composto da 14 possibili domande e le relative risposte, in cui cerchiamo di dire come stanno le cose in modo onesto, se qualcosa non la sappiamo lo diciamo».

In merito alla vaccinazione il segretario FIMMG dichiara infine: «Non si può obbligare nessuno ma si possono creare delle regole secondo cui la vaccinazione diventa un obbligo indiretto, cioè se non vuoi vaccinarti sei libero di farlo ma non puoi andare nei luoghi in cui c’è assembramento, non prendi mezzi pubblici (treno, metropolitana, aereo), non vai allo stadio. Tu sei libero di non fare il vaccino, ma io sono libero di difendermi. Obbligare nessuno, ma convincere e spiegare, se poi la gente resta della propria opinione dovrebbe essere limitata nei luoghi in cui l’assembramento può essere pericoloso».

L’INTERVENTO DI TOTI AMATO (OMCeO)

Sulle priorità delle vaccinazioni è intevenuto pure Toti Amato, presidente dell’Ordine dei medici di Palermo e componente del direttivo della Fnomceo: «Se l’obiettivo del piano nazionale è immunizzare entro il 2021 il 90% degli italiani, non si possono escludere dalla protezione vaccinale in via prioritaria i colleghi che non operano nel pubblico ma esercitano da liberi professionisti. Invitiamo perciò il presidente Musumeci e l’assessore Razza a sollecitare il governo nazionale perché riveda le priorità di distribuzione del vaccino, inserendo tra i soggetti più a rischio anche i liberi professionisti iscritti agli Ordini in attività. Soprattutto gli odontoiatri, il cui contatto strettissimo con i pazienti li rende particolarmente vulnerabili al contagio. Il loro ruolo sociale è determinate e parte integrante di una catena assistenziale indispensabile per la salute pubblica».

IL COMMENTO DI CONFINTESA SANITÀ

«La professione medica e infermieristica a nostro avviso è unica e non si può e deve distinguere tra pubblico e privato a maggior ragione adesso, dove ricordiamo a rischiare non sarebbero soltanto i medici non vaccinati ma anche i loro pazienti. Esprimiamo pieno appoggio all’appello del presidente dell’ordine dei medici di Palermo Dott. Toti Amato e del Segretario Regionale FIMMG Dott. Luigi Galvano, affinché tutti i medici libero professionisti, medici di base e odontoiatri, vengano inclusi in questa prima fase del piano vaccinale in via prioritaria», affermano Domenico Amato, Segretario Regionale Confintesa Sanità Sicilia, Renato Agugliaro, Segretario Regionale Confintesa Medici Sicilia e Gianluca Pugliese, Segretario Provinciale Confintesa Medici Palermo.

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