Coronavirus, i farmacisti siciliani: «Pronti a scendere in campo, ma prima dobbiamo essere vaccinati»

29 Gennaio 2021

Il presidente dell'Ordine regionale: «A livello nazionale è prevista la nostra collaborazione su tamponi rapidi, test sierologici IgG e IgM e vaccinazione anticovid, tuttavia aspettiamo il via libera dalla Regione e di sottoporci alla vaccinazione».

 

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PALERMO. In attesa del via libera da parte della Regione, i farmacisti siciliani stanno organizzando la loro discesa in campo contro il Coronavirus, chiamati in causa nell’attività di testing anti-Coronavirus dalla Legge di Bilancio Statale 2021.

«Proprio per oggi pomeriggio ho convocato una riunione online con i presidenti provinciali dell’Ordine e con i presidenti di Federfarma Sicilia- riferisce ad Insanitas Dino Rizzo, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Sicilia- in cui stabilire come procedere sulle tre attività in cui siamo stati chiamati in causa: tamponi rapidi, test sierologici IgG e IgM e vaccinazione anticovid sotto la supervisione di un medico. Per fare tutto ciò sarà poi necessario siglare un protocollo d’intesa con la Regione».

Già dallo scorso mese di novembre diverse Regioni italiane hanno stretto accordi con le sigle delle farmacie private e pubbliche per consentire di dare loro la possibilità di effettuare tamponi rapidi (o antigenici) e test sierologici direttamente nei loro locali o in gazebo esterni, ovviamente nel rispetto di una serie di requisiti di sicurezza.

Le Regioni e Province autonome in cui è possibile eseguire i test nelle farmacie sono 12: Abruzzo, Provincia autonoma di Bolzano, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sardegna, Provincia Autonoma di Trento, Umbria e Veneto.

Le altre (Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Puglia, Sicilia e Toscana) non hanno autorizzato questo tipo di controllo (o in qualche caso sono in corso trattative per farlo). Non ci sono, invece, dati disponibili per la Valle d’Aosta.

«Qui in Sicilia è ancora è tutto in una fase di preparazione, però ribadisco che per partecipare anche noi alla campagna di vaccinazione anticovid  dobbiamo essere immunizzati, per evitare di diventare vettori oltre che per nostra protezione personale. Quando il governo nazionale ha stabilito i criteri di priorità per le vaccinazioni per le professioni sanitarie non ha considerato tutte le figure professionali esistenti, ad esempio i farmacisti e gli odontoiatri- precisa ancora il dottore Rizzo- Per chiarire questa situazione di disparità che si è venuta a creare tra operatori sanitari, ho scritto ai responsabili del reparto epidemiologico siciliano e tre lettere all’assessore alla Salute, Ruggero Razza, che non mi ha ancora risposto ma ha scritto in merito al ministro Speranza precisando che condivide la posizione dell’Ordine dei Farmacisti di Sicilia e di Federfarma Sicilia. Dopodiché ha inserito nella lista delle priorità anche i farmacisti siciliani collocati insieme agli operatori sanitari, ad operatori ed ospiti delle Rsa e ai grandi anziani. La Sicilia è attualmente l’unica regione che ha inserito nel prospetto originale anche i farmacisti. In Italia, in merito c’è molto confusione e diseguaglianza tra le regioni, per cui c’è una situazione anomala e non condivisibile».

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