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Ferlazzo

Case di cura

La nota dell'Aiop

Coronavirus, gli ospedali privati siciliani: «Disponibili posti letto di terapia intensiva»

Il presidente regionale dell'Aiop: "Pronti a mettere in rete le nostre strutture, in quanto parti integranti del servizio sanitario regionale, per decongestionare gli ospedali pubblici".

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. L’Aiop Sicilia (Associazione italiana ospedalità privata) vista la situazione di emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Coronavirus ribadisce che la componente di diritto privato del Sistema sanitario regionale è pronta a mettere a disposizione le proprie strutture per combattere l’epidemia, così come rappresentato in varie occasioni.

L’Aiop Sicilia, infatti, ha già diffuso presso le aziende sanitarie associate le direttive nazionali e regionali finalizzate al contenimento del virus e si è adoperata per il pieno coinvolgimento di tutte le proprie risorse e professionalità a tutela della salute pubblica.

Al fine di offrire il loro contributo per fronteggiare l’attuale momento critico e collaborare con la regione, gli operatori della sanità privata si dichiarano pronti a porre in essere tutte quelle azioni che saranno ritenute utili ed efficaci per contrastare il propagarsi del virus e prestare le cure più efficaci ai cittadini.

«Siamo consapevoli che combattere questo virus significhi assumersi un grosso impegno, ma riteniamo che tutti gli operatori della sanità, a tutti i livelli, debbano responsabilmente offrire il loro contributo per rispondere, con un’azione sinergica, alle esigenze della cittadinanza in un momento emergenziale. È dunque per questo motivo- dichiara il presidente di Aiop Sicilia, Marco Ferlazzo (nella foto)- che rappresentiamo tutta la nostra disponibilità a collaborare con l’assessore regionale della Salute Ruggero Razza, al quale esprimiamo la nostra solidarietà e il nostro apprezzamento per la competenza, tempestività e lucidità con cui sta gestendo l’emergenza».

Ferlazzo aggiunge: «Ribadiamo, pertanto, che siamo disponibili a mettere in rete le nostre strutture, in quanto parti integranti del servizio sanitario regionale, per decongestionare gli ospedali pubblici e gestire eventuali pazienti nei posti letto di Terapia intensiva, per acuti o post acuti di cui disponiamo e che fanno parte della rete ospedaliera regionale. Soltanto attraverso una solidale risposta all’emergenza da parte di tutte le componenti del sistema sanitario regionale e con una larga diffusione dei corretti comportamenti da parte di cittadini, si potrà contenere e superare questo grave momento di difficoltà per il Paese».

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