Coronavirus, gli esperti del Cts: «In Sicilia va potenziata la rete dei laboratori di diagnostica»

11 Febbraio 2021

Antonello Giarratano e Cristoforo Pomara sottolineano: «Il Covid-19 non si combatte soltanto con i posti letto di degenza e di terapia intensiva».

 

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PALERMO. «Il Covid-19 non si combatte soltanto con i posti letto di degenza e di terapia intensiva. Per contrastare il virus e le sue varianti, o futuri agenti patogeni, è indispensabile una seria e razionale logica politica di potenziamento della rete dei laboratori di diagnostica microbiologiche e virologica in Sicilia».

Lo dice il professore Antonello Giarratano (nella foto di Insanitas), direttore della terapia intensiva e rianimazione del Policlinico di Palermo e componente del Comitato tecnico scientifico regionale sull’emergenza Covid in Sicilia.

«Parallelamente alla spesa per grossi quantitativi di tamponi rapidi – aggiunge il professore Cristoforo Pomara, direttore della medicina legale del Policlinico di Catania e componente anche lui del Cts- non è soltanto logico, ma è anche previsto dalla buona pratica clinica e dalle linee guida ministeriali, puntare al rafforzamento della rete delle microbiologie nella nostra regione senza le quali il contrasto al coronavirus e a qualsiasi agente patogeno si combatterebbe con armi spuntate. Personale e soprattutto tecnologie, come estrattori automatici di dna e rna – spiega Pomara – che permettono di velocizzare e quintuplicare capacità di effettuare tamponi molecolari».

«I Dipartimenti regionali dovrebbero considerare sulla base di quanto accaduto e da come ci si è trovati poco preparati nella prima fase autunnale e dare assoluta priorità a queste politiche di spesa logiche e scientifiche- aggiunge Pomara- Le diverse esperienze italiane e quella siciliana con esse hanno dimostrato come il valore delle campagne di tamponi per screening di massa diventi irrilevante nel contrasto al virus se queste non contemplino programmazione di screening scientificamente appropriata e abbinate nei setting previsti ai tamponi molecolari Pcr che sono il ‘gold standard’ e al tracciamento. Ormai il ministero, con la circolare dell’8 gennaio ha fatto ulteriore chiarezza sul corretto utilizzo dei tamponi rapidi, concetto sul quale peraltro il Cts siciliano si era già espresso a maggio 2020».

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