Coronavirus, Furnari si insedia a Messina: «La priorità sarà potenziare il personale»

19 Dicembre 2020

Presentato il nuovo commissario ad acta per l’emergenza covid nel corso di una conferenza stampa nella sala riunioni dell’ASP.

 

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Presentato oggi il nuovo commissario ad acta per l’emergenza covid a Messina, Maria Grazia Furnari, nel corso di una conferenza stampa nella sala riunioni dell’ASP. Presenti all’incontro con la stampa anche Ferdinando Croce, capo di Gabinetto Vicario Ass. alla Salute, Bernardo Alagna, direttore sanitario ASP Messina e Catena Di Blasi, direttore amministrativo ASP Messina.

Ad illustrare le motivazioni che hanno portato alla nomina del commissario ad acta, è stato proprio Croce che ha spiegato: “Le ultime settimane sono state molto intense e l’Assessorato alla Salute si è concentrato per individuare le criticità che andavano risolte, alla luce dell’aumento dei positivi. C’è stato un carico nell’isolamento a domicilio, che durante la prima fase dell’emergenza non si era verificato. Per questo, si è presentata la necessità di potenziare l’assistenza sul territorio a fronte di quella ospedaliera, che risulta sotto controllo e costantemente monitorata”.

Il capo di Gabinetto ha ringraziato Carmelo Crisicelli, che fino a questo momento ha gestito l’emergenza a Messina e che continuerà a collaborare con il commissario ad acta: ”Ha svolto egregiamente il proprio lavoro, ma da un punto di vista tecnico, ancorché fosse stato individuato con la nomina di commissario, rappresentava un dirigente aziendale che aveva ricevuto la delega da parte del direttore generale, e che non coincideva con i commissari ad acta nominati a Palermo e a Catania. Quindi Messina, come terza Città Metropolitana, aveva la necessità di allinearsi e rendere simmetrica l’organizzazione amministrativa, che la giunta di governo con una delibera di circa un mese fa ha varato rispetto al potenziamento di questi uffici straordinari”.

Croce ha voluto rigettare possibili polemiche, chiarendo che si tratta di una decisione presa per dotare le aziende sanitarie metropolitane di un’organizzazione straordinaria, parallela a quella ordinaria: “La dott.ssa Furnari non rappresenta un altro commissario che sostituisce Crisicelli, ma un commissario ad acta” ha ribadito.

L’avvocato Croce ha inoltre presentato una serie di dati importanti relativi alla piattaforma Siciliacoronavirus.it: “Relativamente al grande lavoro che si sta svolgendo nei drive-in, abbiamo avuto 61.000 registrazioni in tutta la Sicilia. Nel weekend sono attesi 10.000 rientri nell’isola, e 8600 si sono registrati in provincia di Messina. Dal 14 dicembre al 18 sono giunte 3850 persone e domani se ne aspettano 2300. Sono felice di aggiungere che nelle ultime 48 ore, da quando abbiamo attivato la sezione “Vaccini” sulla piattaforma, abbiamo ricevuto già 8500 candidature di operatori sanitari”.

Maria Grazia Furnari

In seguito, a prendere la parola è stata Maria Grazia Furnari: “L’Asp di Messina rimarrà quello che era, ma la straordinarietà del momento ha imposto un’aggiunta di forze. In questa attività mi avvarrò del supporto di operatori nuovi, perché fino ad adesso si è sofferta una grande carenza di personale rispetto all’emergenza”.

Diverse le figure si cui doterà il commissario ad acta, e che saranno reclutate nei prossimi giorni, secondo un cronoprogramma che sarà stilato lunedì. Si tratta nello specifico di medici, biologi, psicologi, informatici, giornalisti, tecnici della prevenzione, amministrativi e anche operatori sociosanitari per la raccolta dei rifiuti. Molti di questi impiegati opereranno all’interno dei locali del Dipartimento di Ingegneria, messi a disposizione dall’Università di Messina.

“Ringrazio anche io il dott. Crisicelli- ha aggiunto la dott.ssa Furnari- che finora con poche persone, solo 12, è riuscito a seguire i drive-in, le USCA e le scuole. In questa fase, siamo ancora di fronte al virus che è molto ramificato e silente, dobbiamo difenderci, ma allo stesso tempo combattere con iniziative anche nuove. Ieri sono stata all’ex Gasometro e sono rimasta impressionata positivamente, vedendo tanti giovani medici, seguiti da colleghi più grandi, accogliere chi arriva da fuori. Ho visto che la gente è motivata e si ferma volontariamente a fare il tampone, questo rappresenta un segnale importante”.

Il Commissario ha annunciato anche la collaborazione con i medici di Medicina Generale: “Ho parlato con il presidente dell’Ordine, dovranno fornirci un supporto fondamentale. Inoltre, è stata diffusa la circolare dell’Assessorato alla Salute, che contiene indicazioni precise sui giorni che dovranno essere rispettati dai pazienti all’interno delle proprie case, in caso di isolamento. Con l’aiuto dei medici di Medicina Generale, le persone avranno le certificazioni per uscire dopo aver terminato la quarantena”.

Maria Grazia Furnari ha poi manifestato la propria intenzione di svolgere il mandato in condivisione: “Questa è una fase analitica, in cui sto iniziando a rendermi conto dei problemi e di eventuali falle, grazie ai collaboratori. Sono una persona molto aperta e pronta ad accogliere tutte le proposte, anche da parte del Comune. Quello che stiamo vivendo rappresenta una prova per tutti, e anche una grande opportunità per fare cose nuove e metterci in gioco”.

Durante la conferenza è intervenuto anche il direttore sanitario Alagna, che ha posto l’attenzione sulla necessità di digitalizzare i servizi svolti:” Si sconta tanto un’arretratezza in termini di informatici di tutti i sistemi- ha spiegato- Risulta, infatti, impossibile seguire le migliaia di telefonare e richieste solo con semplici fogli excel o con carta e penna. La risposta adesso è quella di potenziare il personale di questo Dipartimento, ma con l’Assessorato e l’Azienda stiamo cercando anche di alzare il livello di informatizzazione, per non perdere dati importanti”.

Alagna ha risposto anche sulla spinosa questione dei posti letto “incriminati” al Covid-Hospital di Barcellona: “Non erano farlocchi, il problema è stata la carenza di 26 unità di anestesisti e rianimatori. È stato giusto affittarli, perché in caso di necessità sarebbero stati posti attivabili e il personale si sarebbe potuto recuperare dagli altri ospedali in una situazione di emergenza, in cui tutti i malati fossero portati al Covid-Hospital. È stata una mossa giustissima che non può essere condannata”.

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