Coronavirus, ecco le regole per il distanziamento tra i pazienti negli ospedali siciliani

13 Giugno 2020

Il parere del Comitato tecnico scientifico per l'emergenza Coronavirus in Sicilia.

 

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PALERMO. Il distanziamento interpersonale tra pazienti ricoverati in aree di degenza non critiche dovrà essere di 1,5 mt se sono stati sottoposti a tamponi con esito negativo. Se invece non sono stati sottoposti al test o ne attendono l’esito, la distanza aumenta a 3 metri.

Lo scrive il Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Coronavirus in Sicilia, rispondendo a Mario La Rocca e Maria Letizia Di Liberti (dirigenti generali dell’assessorato regionale alla Salute), i quali considerata l’attuale evoluzione positiva della situazione epidemiologica e alla luce della Circolare Ministeriale avevano chiesto al Cts se possano rivalutarsi i termini del distanziamento come precedentemente indicati.

Nella risposta, il Cts sottolinea che allo stato attuale, ferme restando le indicazioni di massima garanzia relative all’importanza del distanziamento sociale, dell’utilizzo appropriato degli idonei DPI, della corretta e frequente ed adeguata igiene delle mani, si può ritenere che:

– Il distanziamento interpersonale tra pazienti ricoverati in aree di degenza non critiche (escludendo, pertanto, i reparti di terapia intensiva o terapia semintensiva e le strutture di Osservazione Breve Intensiva che sono dedicate ad “Area Grigia” nei quali permangono i criteri di distanziamento superiori, nella misura di 3 mt, o comunque previsti dalle norme vigenti) dovrebbe essere garantito nella misura di 1,5 mt qualora i pazienti siano stati sottoposti a tamponi che abbia dato esito negativo. Qualora i pazienti non abbiano eseguito il tampone o siano in attesa dell’esito dello stesso, si dovrebbe mantenere un distanziamento interpersonale di 3 metri.

Nelle sale d’attesa delle aree del Pronto Soccorso, il distanziamento interpersonale tra pazienti dovrebbe essere mantenuto nella misura di 3 metri qualora essi siano sprovvisti delle necessarie mascherine chirurgiche. Qualora l’organizzazione logistica del Pronto Soccorso sia in grado di garantire il flusso di accesso e sosta nelle sale d’attesa in rapporto agli spazi disponibili e la vigilanza sul corretto utilizzo delle mascherine chirurgiche da parte degli utenti, il distanziamento interpersonale potrebbe essere garantito nella misura di 1,5 mt.

Questo parere, sottolineano dal Cts, «è da considerarsi in esito alla valutazione della situazione normativa, epidemiologica regionale e dei progressi scientifici in argomento, nonché soggetto a implementazioni e precisazioni tramite successivi pareri all’uopo predisposti».

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