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Policlinici

L'appello

Coronavirus e patologie della vista, gli esperti: «Non si devono interrompere le cure»

L'appello lanciato dalla Clinica Oculistica del Policlinico di Catania, che a breve inaugurerà i nuovi locali del Centro Macula. Per i 300 mila diabetici siciliani l'edema maculare può rappresentare la prima causa di cecità. Il 6% ne soffre già.

Tempo di lettura: 2 minuti

CATANIA. I pazienti diabetici con edema maculare non devono interrompere le cure per paura del Covid-19: il Centro Macula della Clinica Oculistica dell’Università di Catania- Policlinico ‘Rodolico’, diretta dal prof. Teresio Avitabile (nella foto), effettua visite in totale sicurezza e trattamenti efficaci a lungo termine per ridurreil numero di somministrazioni e gli accessi negli ospedali. Il vero rischio, interrompendole, è perdere i benefici della cura con una ripresa della maculopatia, a volte irreversibile.

In Sicilia 300mila i diabetici di cui il 6% soffre di edema maculare diabetico: offuscamento della visione centrale, visione deformata, difficoltà nella percezione dei colori e, in alcuni casi, riduzione della visione notturna: sono i sintomi di questa complicanza che, se non controllata, nel lungo periodo può provocare danni gravi e irreversibili, mettendo a rischio la vista.

«È una delle principali cause di perdita della vista e grave ipovisione nei pazienti diabetici- spiega Avitabile- I diabetici devono fare almeno una visita oculistica ogni anno per diagnosticarla e velocizzarne i trattamenti. La paura del Covid19 non deve spingere le persone a rinunciare alle visite. Nel nostro Centro di riferimento è possibile ricevere la terapia o fare un accertamento in piena sicurezza».

I pazienti generalmente sono sottoposti a terapie continuative che prevedono una periodicità definita: iniezioni intravitreali ripetute nel tempo- vale a dire con un farmaco iniettato direttamente all’interno dell’occhio con una procedura ospedaliera- che consentono di prevenire la perdita della vista e, spesso, anche di recuperarne l’acuità visiva.

«Un’alta frequenza di visite e iniezioni è una complessità sia per il centro che per il paziente- continua Avitabile- Oggi sono disponibili farmaci tra cui il desametasone che richiedono un numero di somministrazioni inferiore, grazie alla tecnologia con un rilascio prolungato nel tempo. Determinano anche un recupero rapido della vista, che si traduce in un duplice vantaggio per ospedali e pazienti: grazie ad un’azione di lunga durata e ad un minor numero di visite, diminuiscono gli accessi al Centro».

Entro la fine del 2020 o all’inizio del 2021 verranno inaugurati i nuovi locali del Centro Macula dell’Università di Catania, sempre nel presidio Policlinico Rodolico: permetteranno di eseguire il percorso clinico-terapeutico del paziente affetto da maculopatia in maniera separata e indipendente dalla Clinica Oculistica. «Questo consentirà di eseguire diagnosi e trattamento delle maculopatie- conclude Avitabile- in maniera autonoma e nello stesso giorno il percorso dalla diagnosi al trattamento, dunque un servizio con una qualità ancora più alta».

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