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Coronavirus, due siciliani: «Ecco la nostra innovativa terapia domiciliare»

Giuseppe Franco Cusumano, medico di famiglia di Campobello di Mazara, ha associato al trattamento standard la Terapia C.R.A.Pu. (Complementare Riducente Antidegenerativa Puccio) elaborata dal ricercatore privato palermitano Giovanni Puccio, che conduce studi sullo stress ossidativo degli organismi e sul blocco del processo di metilazione con pubblicazioni dal 2009.

Tempo di lettura: 5 minuti

È stata messa a punto in Sicilia una terapia domiciliare innovativa contro il Coronavirus, «che ha dato importanti risultati con percentuali di guarigione tra il 95-98%», afferma il dottor Giuseppe Franco Cusumano, medico di famiglia di Campobello di Mazara (Tp), il quale ha associato al trattamento standard per curare dal Covid-19 (antibiotico azitromicina per 5/6 giorni, antinfiammatorio, idrossiclorochina, eparina a basso peso molecolare, insieme a lattoferrina e vitamina D) la Terapia C.R.A.Pu. (Complementare Riducente Antidegenerativa Puccio) elaborata dal ricercatore privato palermitano, Giovanni Puccio, che da anni conduce studi sullo stress ossidativo degli organismi e sul blocco del processo di metilazione, con pubblicazioni a partire dal 2009.«Se a questa terapia di base- spiega il dottor Cusumano – aggiungiamo una flebo con glutatione, acetilcisteina e vitamina c, ripristinando così il ciclo del glutatione (tripeptide con proprietà antiossidanti e metilizzazione del Dna) siamo nelle condizioni di bloccare la replicazione virale».

«Nel dicembre 2020, con alcuni membri della nostra Associazione, i dottori Nicola Pantano e Santino Scola, e Rossella Puccio (presidente ad interim) abbiamo incontrato gli esperti dell’assessorato Sanità della Regione Siciliana nel quale abbiamo esposto la proposta di medicina integrata, profilassi per la prevenzione e strategia diagnostica per rispondere all’emergenza Covid-19 causata dal coronavirus Sars-Cov-2- spiega Puccio- Agli esperti presenti abbiamo spiegato l’implicazione dello stress ossidativo permanente e l’esistenza di un processo di metilazione (formato da due cicli) e da un ciclo del glutatione che ci protegge dai virus attraverso una molecola –CH3 che l’organismo emette per bloccare la replicazione del virus, rendendolo così innocuo e attaccabile dalle terapie farmacologiche, aumentandone la loro efficacia in sinergia con il glutatione ridotto e della vitamina C (impediscono all’organismo di andare in stress ossidativo permanente). Un approccio di medicina integrata in cui fondamentale è la prevenzione, con esami come l’omocisteina e la vitamina D. Abbiamo illustrato alcuni casi, come quello di un medico siciliano in terapia intensiva con polmonite bilaterale che sottoposto alla terapia integrata è stato negativizzato, con un recupero del quadro clinico compromesso in 24 giorni. Il documento inizialmente non è stato pubblicato, ma inviato a membri della comunità scientifica, esperti della Sanità ed esponenti istituzionali, nonostante le pubblicazioni e i risultati a supporto, quasi nulla si è smosso».

Alcuni medici trovando interessanti questi studi hanno iniziato ad applicare parte della Terapia C.R.A.Pu. ottenendo risultati sorprendenti già nei primi giorni di trattamento. L’aumento del livello di GSH nei tessuti può ridurre la gravità e i tassi di mortalità di COVID-19, ciò è stato confermato dallo studio “Could glutathione depletion be the Trojan horse of COVID-19 mortality?” a cura di due scienziati del Dipartimento di Chirurgia Speciale dell’Università della Giordania ad Amman. Nel 2021 un’altra pubblicazione internazionale “Covid-19: A methyl-group assault?”, parla di “assalto al gruppo metilico” nell’infezione provocata dal virus SARS-CoV-2. Ma non sono le uniche, altre arrivano a supporto degli studi su Vitamina D e omocisteina.

«Le conferme agli studi che conduco dal 1992 sullo stress ossidativo mi permettono di affermare come sia necessario tenere attivi i cicli vitali della metilazione e del glutatione, per mantiene lo scudo molecolare attivo, ossia quella difesa che protegge l’organismo dalla replicazione dei virus a RNA e dai carcinogeni ambientali che spingono gli oncogeni a formare le neoplasie- afferma Puccio- Questo lavoro, fatto di studi lunghi anni e ricerche in collaborazione con scienziati e medici da ogni dove, parte già nel 2009, quando coinvolgendo un patologo clinico, alcuni medici e microbiologi operanti in strutture sanitarie, abbiamo avviato uno studio sui virus a RNA (influenza Suina). Gli studi e le ricerche condotte grazie allo scambio e all’integrazione dei saperi di ognuno, mi ha permesso di confermare le mie intuizioni nel campo dei miei studi, infatti, avevo capito che gli organismi in stress ossidativo erano più soggetti all’infezione, deducendo che aumentando le riserve di glutatione con la flebo C.R.A.Pu. sarebbe stato possibile ristabilire il sistema redox (riducente/ ossidante), normalizzando il processo di metilazione che blocca la replicazione dei virus e dunque l’infezione».

«Un’intuizione che nel 2009 fu accolta con scetticismo e che nel 2020 con lo scoppio della pandemia trovava conferma- racconta ancora il ricercatore Puccio – Mentre l’epidemia di COVID-19 iniziava a fare notizia con alcuni medici e scienziati stavamo lavorando ad un importante pubblicazione scientifica sulla farmaco resistenza dei virus e dei batteri in un ammalato di cancro, dal titolo “A case of personalized and precision medicine: Pharmacometabolomic applications to rare cancer, microbiological investigation, and therapy” pubblicata su PUBMED. Ho così ripreso gli studi e attraverso il confronto e la collaborazione con altri studiosi, scienziati e medici ho integrato le ricerche mettendo a punto uno studio che in forma privata è stata inviata a direttori delle strutture sanitarie e rappresentanti istituzionali. Questi studi, come avviene dal 1992, sono a disposizione della comunità scientifica. Rimaniamo a disposizione di medici, scienziati e degli esperti per condividere le ricerche e la Terapia C.R.A.Pu., auspicando che possa essere finalmente avviata una sperimentazione ufficiale».

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