Coronavirus, dati discordanti sui decessi tra gli operatori sanitari

2 Dicembre 2020

Il professore Cascio sottolinea: «Finora una stima precisa non può essere fatta per svariate motivazioni, in prima analisi a causa della difficile raccolta dei dati». Secondo un sondaggio relativo alla prima ondata l'Italia sarebbe terza su 37 Paesi.

 

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Sono 62.662.181 i casi confermati di malattia da Coronavirus nel mondo dall’inizio della pandemia e 1.460.223 i morti, secondo i dati dell’OMS aggiornati al 1 dicembre 2020.

Di questi, quasi 300.000 sono operatori sanitari in prima linea, inclusi medici e infermieri. Ciò è quanto emerge da uno sondaggio pubblicato sull’International Journal of Infectious Diseases, condotto in 37 Paesi sulla mortalità degli operatori sanitari.

Per l’Italia ha collaborato Antonio Cascio (nella foto di Insanitas), direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive del Policlinico “Giaccone” e docente di Malattie Infettive all’Università di Palermo.

Il documento di ricerca inizia con questa osservazione: “La pandemia Covid-19 è una minaccia devastante in corso per vite umane e mezzi di sussistenza in tutto il mondo. Gli operatori sanitari (HCW) sono in prima linea nella lotta contro la pandemia. Molti di loro sono stati infettati dal SARS-CoV-2 e hanno perso la vita in tutto il mondo”.

«Dal lavoro statistico effettuato si evidenzia come l’Italia, in relazione al suo numero di abitanti, sia tra quelle che ha avuto il maggior numero di operatori sanitari morti- spiega Cascio- È al terzo posto con lo 0,35% di operatori sanitari deceduti per 100.000 abitanti, dopo il Messico con lo 0,9% e l’Azerbaijan al secondo posto con lo 0,44%. Ciò può essere spiegato con il fatto che i dati si riferiscono alla prima ondata in cui l’Italia è stato il Paese Europeo più colpito, ma può derivare anche da un sistema di tracciamento che qui è stato evidentemente più capillare. Infine, una stima precisa dei decessi non può essere fatta per svariate motivazioni, in prima analisi a causa della difficile raccolta dei dati. L’Istituto Superiore di Sanità, ad esempio, calcola che in Italia siano morti a causa della pandemia 174 medici, ma la FNOMCeO ne riporta ad oggi 222».

Il numero delle infezioni e dei decessi del personale sanitario di ogni nazione infatti non è chiaro, perché alcuni Paesi non rendono i dati disponibili al pubblico. Inoltre, la sede dell’OMS a Ginevra attualmente non pubblica sul proprio sito web COVID-19 il numero di infezioni e decessi del personale sanitario per ogni Paese.

“Chiediamo al Direttore Generale dell’OMS di rendere disponibili queste informazioni nazione per nazione sul loro sito web COVID-19 per focalizzare l’attenzione su questa tragedia in corso e sui passi da compiere per fermarla”, concludono i firmatari del documento.

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