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ASP e Ospedali

Dal 17 gennaio

Coronavirus, dall’Arnas Civico al via in Sicilia la somministrazione della seconda dose dei vaccini

Domenica 17 gennaio la seconda tornata per chi ha già ricevuto la prima dose in occasione del V-Day. Il direttore sanitario Requirez: «Nella nostra azienda ospedaliera un numero di adesioni rassicurante».

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Partirà domani la seconda tornata di vaccinazioni in Sicilia. Il via anche stavolta dall’Arnas “Civico” di Palermo per coloro che hanno già ricevuto la prima dose del vaccino anticovid Pfizer-BioNTech in occasione del V-Day.

Trascorsi quindi i 21 giorni previsti dal protocollo, presso il Padiglione 24 dell’Ospedale “Civico” da domani (domenica 17 gennaio) comincerà ad essere inoculato il “richiamo”. «In realtà- precisa Salvatore Requirez (nella foto di Insanitas), direttore sanitario dell’Arnas Civico- non tutti si presenteranno all’appuntamento, in quanto, rispondendo ad indicazioni di logica e nel rispetto delle correnti limitazioni di spostamento, in diversi hanno optato per l’inoculo della seconda dose presso le strutture di provenienza territoriale».

Finora l’Arnas “Civico” ha operato, secondo i numeri forniti dal Data Manager aziendale aggiornati al 13 gennaio, 3.389 vaccinazioni sul personale complessivo pari all’81,5 % del previsto. Si è registrata un’adesione del 75% al “Civico” e del 79% all’Ospedale “Di Cristina”.

In particolare il 100% del personale è stato vaccinato nei reparti particolarmente a rischio quali: Utin, servizio di Psicologia, ICT Managment, Laboratorio specialistico di Oncologia, Neurofisiopatologia, Endoscopia Bronchiale e Allergologia. Ha risposto in toto al trattamento anti covid anche tutto il personale delle sale operatorie: Urologia, Otorinolaringoiatra, Oculistica, Neurochirurgia, Ginecologia Oncologica, Chirurgia Toracica, Chirurgia Generale Oncologica, Chirurgia Generale d’Urgenza e la Breast Unit.

«Si tratta di numeri lusinghieri e rassicuranti, specie se si considera che i vaccinati statisticamente riportati sono tutti gli iscritti in ruolo, i dipendenti in interdizione, assenti, in congedo ordinario e straordinario, in quarantena o in aspettativa- continua Requirez- Il merito di tale risultato va attribuito all’impegno delle due squadre operative dislocate nei due ospedali che si sono espresse con picchi di oltre 300 vaccinazioni al giorno, senza alterare i ritmi di funzionamento dei servizi in cui i dipendenti erano incardinati. Dall’altro lato, grazie all’opera di sensibilizzazione svolta dai singoli direttori delle 55 strutture complesse aziendali e dei responsabili degli uffici amministrativi».

Nessuna reazione avversa importante si è verificata nella prima tornata di vaccinazione, per le reazioni lievi il personale sanitario si accorderà con l’allergologo dopo ponderata decisione. Già da domani è previsto anche l’inserimento di nuove prime dosi a favore del personale che nel frattempo ha maturato l’individuale adesione al programma, incrementando così ulteriormente le percentuali di copertura aziendale.

«Dopodiché siamo pronti a recepire le indicazioni che la regia regionale vorrà trasmetterci per proseguire le attività vaccinali in favore della popolazione secondo precise priorità. Il vaccino anti-Covid Comirnaty, sviluppato dall’americana Pfizer e dalla tedesca BioNTech, fornisce all’organismo umano ‘istruzioni genetiche’ che gli permettono di riconoscere e combattere il coronavirus Sars-CoV-2- ricorda ancora il direttore sanitario dell’Arnas palermitana- Contiene una molecola chiamata Rna messaggero (mRna) che racchiude le istruzioni per produrre la proteina Spike (S), quella presente sulla superficie del virus e della quale il virus si serve per entrare nelle cellule bersaglio».

Requirez conclude: «Quando una persona viene vaccinata, alcune delle sue cellule leggono le istruzioni dell’mRna e producono temporaneamente la proteina S. In questo modo il suo sistema immunitario la riconoscerà come estranea, produrrà anticorpi mirati e attiverà linfociti T per attaccarla. Così, se il vaccinato entrerà in contatto con Sars-CoV-2, le sue difese immunitarie lo riconosceranno e saranno pronte a proteggere l’organismo. L’EMA ha precisato, inoltre, che l’mRna del vaccino non rimane nel corpo ma viene degradato subito dopo la vaccinazione. Per fornire il massimo dell’efficacia protettiva il vaccino va inoculato in doppia dose rispettando un intervallo di tre settimane. Ad una settimana dal secondo inoculo (“richiamo”) ci si attende la già sufficiente risposta anticorpale atta a proteggere dal contatto con il Coronavirus».

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