cimo concorsi primari Cimo Agrigento direttori amministrativi

Coronavirus, Cimo Sicilia: «Grave carenza di dispositivi di protezione individuale»

26 Marzo 2020

Il sindacato dei medici: "Gli operatori sanitari sono costretti all’utilizzo delle sole mascherine chirurgiche, stante la carenza di DPI più adeguati al la situazione epidemica attuale (fPP2 e fP P3)". Al via appello alla Protezione Civile per il rifornimento.

 

di

«C’è una gravissima carenza di dispositivi di protezione individuale (DPI) sofferta da tutti gli ospedali della Rete Sanitaria Regionale”.

Lo denuncia la Segreteria Regionale  del CIMO Sicilia guidata da Giuseppe Riccardo Spampinato, aggiungendo: «Gli operatori sanitari sono costretti all’utilizzo delle sole mascherine chirurgiche, stante la carenza di DPI più adeguati al la situazione epidemica attuale (fPP2 e fP P3), e persino al loro riutilizzo ben oltre le indicazioni fornite sia dalle ditte costruttrici che dalle più accreditate organizzazioni scientifiche nazionali ed internazionali, vista la scarsa disponibilità anche di tali presidi medicali».

Dal sindacato dei medici sottolineano: «La carenza riguarda anche altri DPI come guanti, visiere, camici monouso, calzari e disinfettanti, tutti presidi indispensabili per consentire l’adeguata protezione de l personale medico, infermieristico e tecnico-sanitari o durante lo svolgimento della prestazione lavorativa che li pone a continuo contatto con pazienti potenzialmente positivi al coronavirus e/o con pazienti con infezione già accertata».

Ed ancora: «La situazione attuale è prossima dall’arrivare al un punto critico di non ritorno perché a fonte del costante incremento del numero dei contagiati e dei ricoverati negli ospedali siciliani si assiste al concomitante decremento dell’arrivo dei suddetti DPI. Il perdurare della grave situazione rappresentata espone il personale sanitario ad un rischio di contagio ben più elevato rispetto alla norma, con il rischio conseguente di una progressiva contrazione del numero di operatori in servizio le cui ricadute in un momento emergenziale di tale portata è superfluo sottolineare».

Da qui l’appello alla Protezione civile ed ai prefetti: «Chiediamo, posto che le istituzioni regionali attribuiscono alla Protezione Civile Nazionale la responsabilità del mancato o insufficiente rifornimento dei DPI, di attivarsi nel più breve tempo possibile per risolvere tale incresciosa situazione, onde evitare l’aggravarsi delle già note criticità assistenziali delle strutture sanitarie pubbliche della Regione».

Da Cimo sottolineano: «Non si possono escludere, con il perdurare delle carenze rappresentate, anche eventuali defezioni di un personale sanitario che ha anche l’obbligo mora le di salvaguardare la salute propria e dei propri familiari e che non può essere chiamato a combattere una guerra tanto insidiosa senza gli strumenti per affrontarla».

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV