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Coronavirus, bando da 12 euro l’ora per gli infermieri, insorge l’OPI: “inaccettabile e mortificante”

16 Marzo 2020

Il coordinamento Opi Sicilia “avremmo evitato questa lettera aperta se avessimo avuto la possibilità di dire la nostra nei tavoli tecnici che l’assessorato ha convocato e nei quali siamo stati sistematicamente ignorati”

 

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Una lettera aperta, dai toni molto duri, firmata da tutti i presidenti provinciali degli Ordini degli Infermieri della Sicilia, per puntare il dito sui bandi emanati in questi giorni per il reclutamento urgente di infermieri da impiegare, a tempo determinato, sul fronte dell’emergenza coronavirus. A determinare i 9 presidenti OPI siciliani a scrivere all’assessore alla Salute la lettera aperta non solo la mancanza di conformità dei vari avvisi usciti negli ultimi giorni ma in particolare il trattamento economico riservato per gli infermieri “a chiamata”, definito “inaccettabile e mortificante”. Qui di seguito il testo integrale della lettera:

LETTERA ALL’ASSESSORE ALLA SALUTE RUGGERO RAZZA

Incredibilmente, in un momento così drammatico per ognuno di noi, siamo posti di fronte ad un’ipotesi vergognosa. I provvedimenti del Governo vanno nella direzione, stavolta concretamente, della integrazione degli organici ed ovunque vengono emanati bandi a tempo determinato rinnovabili. Ma, in Sicilia, per quanto possa apparire assurdo, alcune ASP stanno ricorrendo alle assunzioni a partita IVA con un compenso indecoroso di 12 euro lordi l’ora.

Un sistema inaccettabile che mortifica e calpesta la professionalità di chi si fa carico di assistere e prendersi cura, oltre che incredibilmente in conflitto con le lodi che la categoria infermieristica riscuote in questa situazione emergenziale.

Probabilmente ancora non si è compresa la gravità della situazione: solo ieri 386 decessi in Lombardia, regione che dispone di mezzi, attrezzature e numero di personale decisamente più adeguato rispetto alla nostra realtà regionale.

Qui scontiamo un’atavica inadeguatezza degli standard di personale, di mezzi e di posti di terapia intensiva ed è necessario reperire con estrema urgenza 2 infermieri per paziente; lo stesso dicasi per il potenziamento dei pronto soccorso compreso il pre – triage e le malattie infettive.

Sicuramente avremmo evitato questa lettera aperta se avessimo avuto la possibilità di dire la nostra nei tavoli tecnici che l’assessorato ha convocato e nei quali siamo stati sistematicamente ignorati.

Riteniamo indispensabile che l’assessorato dia delle direttive univoche e lungimiranti a tutte le ASP in considerazione degli scenari ai quali abbiamo assistito e che oggi viviamo in prima persona in quanto stiamo assistendo al crescere del numero dei contagi giornalmente e le nostre terapie intensive sono già impegnate a salvare vite umane dal COVID 19.

Se vogliamo evitare i contagi non basta evitare gli assembramenti ma occorre tutelare il personale sanitario adeguando immediatamente le dotazioni organiche, incrementando il personale dove l’emergenza lo richiede e fornendo i DPI (DISPOSITIVI PROTEZIONE INDIVIDUALI) adeguati, altrimenti il personale diventerà la prima fonte di probabile contagio e mancheranno i livelli minimi essenziali per assicurare cura e assistenza.

A firmare la lettera: Salvatore Occhipinti (OPI AGRIGENTO), Ivano Luigi Ferrara (OPI CALTANISSETTA), Carmelo Spica (OPI CATANIA), Luciano Vasta (OPI ENNA), Antonino Trino (OPI MESSINA), Franco Gargano (OPI PALERMO), Gaetano Monsù (OPI RAGUSA), Sebastiano Zappulla (OPI SIRACUSA), Filippo Impellizzeri (OPI TRAPANI).

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