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Coronavirus, Aricò (DB): «Tutti uniti, no ai localismi. È una guerra senza confini»

14 Marzo 2020

Il capogruppo all'Ars di DiventeràBellissima interviene sui Covid-Hospital: «A Partinico, come altrove in Sicilia, il ritorno alla normalità lascerà in dote alle comunità locali ospedali migliorati e potenziati ed operatori sanitari ancora più qualificati. Dopo l'emergenza i reparti sospesi saranno ripristinati».

 

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PALERMO. «Quella contro il Coronavirus è una lotta senza quartiere, senza confini, senza tregua. Non siamo più madoniti, partinicesi, palermitani, nisseni o messinesi: la Sicilia e tutta l’Italia sono in trincea contro un male invisibile che minaccia noi e i nostri cari, qui come ovunque nel mondo. Come in ogni guerra c’è un fronte, quello in prima linea per il bene di tutti: i Covid-Hospital in corso di allestimento qui in Sicilia con eccezionale sforzo organizzativo da parte del governatore Musumeci e dell’assessorato alla Salute guidato da Ruggero Razza sono uno strumento sanitario indispensabile per salvare vite e arginare il diffondersi del contagio. Assisteranno migliaia di siciliani, nostri amici, conoscenti o familiari, e ciò avverrà in piena sicurezza per i residenti e grazie alla professionalità e all’abnegazione dei nostri impagabili operatori sanitari e parasanitari».

Lo afferma Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars di DiventeràBellissima, aggiungendo: «Ora più che mai dobbiamo restare uniti, fare fronte comune, mettere da parte personalismi e localismi. A Partinico, come altrove in Sicilia, il ritorno alla normalità dopo che il Coronavirus sarà sconfitto- perché siamo certi che lo sarà- lascerà in dote alle nostre comunità locali ospedali migliorati e potenziati e operatori sanitari ancora più qualificati. Inoltre, una volta conclusa l’attuale emergenza le strutture sanitarie adibite a Covid-Hospital riacquisteranno la piena operatività dei reparti attualmente sospesi, è questo il nostro impegno. Il futuro dell’ospedale di Partinico, ad esempio, non è in discussione. È inevitabile che in questa fase di assoluta emergenza vi siano alcune défaillance organizzative e logistiche, ma saranno tempestivamente risolte. Non è il tempo delle polemiche, è il tempo di una mobilitazione senza confini».

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