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ASP e Ospedali

Ad Agrigento e Catania

Coronavirus, ancora casi di contagi tra pazienti e operatori sanitari

Tra i degenti del "San Giovanni Di Dio" ad Agrigento e tra i medici del Pronto soccorso del Cannizzaro di Catania.

Tempo di lettura: 2 minuti

Ancora casi di contagio tra pazienti ed operatori sanitari negli ospedali siciliani. In riscontro alla presenza di casi di positività al covid-19 presso l’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, la Direzione dell’ospedale conferma di aver rilevato casi positivi “a macchia di leopardo” fra i pazienti di alcuni reparti della struttura.

Gli stessi pazienti sono stati immediatamente posti in isolamento e trasferiti presso il reparto di medicina-covid mentre gli ambienti interessati sono già stati sottoposti a sanificazione come da protocollo.

Per ciò che concerne il personale, dall’inizio di novembre sono stati individuati 16 casi di positività al covid-19 tra medici ed infermieri (sul totale di circa 850 dipendenti). I sanitari sono asintomatici o paucisintomatici e si trovano in quarantena presso i propri domicili.

Intensificazione della sorveglianza sanitaria sugli operatori, sanificazione dei locali, allontanamento del personale risultato positivo ai controlli: queste le azioni poste in essere dall’Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania dopo la notifica di casi di positività al tampone per Sars-CoV-2 tra i medici del Pronto Soccorso.

Con gli ultimi due riscontrati, sono saliti a cinque i casi di sanitari contagiati nell’ultimo periodo in cui si è verificata una recrudescenza della diffusione dei virus: quattro medici e un infermiere, tutti asintomatici o paucisintomatici, quest’ultimo già guarito e rientrato in servizio.

«Il rispetto delle misure di protezione, l’osservanza delle procedure di contenimento e la sorveglianza attiva- afferma Salvatore Giuffrida, direttore del Cannizzaro- hanno permesso di intervenire prontamente al fine di evitare la diffusione del contagio, anche in aree critiche come il Pronto Soccorso nelle quali il rischio resta elevato. Inoltre, l’esecuzione del test rapido su tutti i pazienti in ingresso al PS permette uno screening utile a proteggere gli altri pazienti e i sanitari. Singoli casi, con link epidemiologici il più delle volte non riconducibili all’ambiente ospedaliero, sono stati tempestivamente isolati, in conformità alle linee guida emanate dal Ministero della Salute e dall’Assessorato regionale alla Salute. Un plauso e un ringraziamento– conclude Giuffrida- vanno a tutti gli operatori impegnati nella lotta al Covid, dal Pronto Soccorso ai reparti di degenza».

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