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Coronavirus all'”Oasi San Francesco”, botta e risposta sulla richiesta di revoca dell’autorizzazione

19 Dicembre 2020

Secondo il presidente dell’Associazione “Donare è vita” ONLUS ci sarebbe stata una gestione poco oculata della pandemia. Ma dalla Casa di riposo messinese smentiscono: «Falso, da noi c'è professionalità, competenza e pieno rispetto delle regole».

 

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A Messina negli ultimi giorni, è scoppiato un caso per il focolaio nella Casa di riposo “Oasi San Francesco”, dove si sono registrati 28 positivi, tra operatori e anziani, e di questi 3 sono deceduti. Una vicenda che ha spinto il presidente dell’Associazione Donatori Organi “Donare è vita” ONLUS, Gaetano Alessandro, a prendere le difese di questi soggetti particolarmente fragili e a chiedere, per vie legali, la revoca dell’autorizzazione alla struttura, presentando un diffida attraverso la figura dell’avvocato Rosa Guglielmo.

Tra le motivazioni che si leggono nel documento indirizzato a diverse autorità quali il prefetto, il sindaco e il questore, il Commissario per l’emergenza sanitaria Covid-19 di Messina e il Capo di Gabinetto Vicario dell’Assessorato alla Salute, viene indicata una gestione poco accurata della pandemia.

«Quello che pretendiamo- ha riferito Alessandro ad Insanitas- è che venga garantita la sicurezza degli anziani. Devono essere assicurati controlli stringenti e tamponi su tutto il personale, perché è ovvio che il virus sia stato portato dall’esterno. Gli ospiti infatti non escono e non hanno contatti con i parenti, quindi l’unico canale di contagio sono gli operatori».

Il presidente dell’Associazione ha definito «non all’altezza il ruolo svolto dalla struttura», affermando che la notizia del focolaio è stata diramata solo dopo che la situazione era sfuggita di mano. «Siamo preoccupati per la salute di questi pazienti e restiamo in attesa di ricevere risposte adeguate da parte delle autorità, affinché situazioni come queste non si ripetano più in futuro», ha poi concluso.

Tuttavia l’Oasi San Francesco, attraverso il legale Francesca Piccolo, ha smentito le accuse che le sono state rivolte, chiarendo nei dettagli come si è svolta la vicenda: «Preliminarmente corre l’obbligo precisare che l’Oasi San Francesco è una CASA DI RIPOSO PER ANZIANI e non una Residenza Sanitaria Assistita. Questo comporta che gli anziani vi alloggiano come una casa vacanza ed agli stessi è garantita l’assistenza tutelare e assistenziale, così come l’eventuale somministrazione di farmaci previa prescrizione del loro medico di fiducia. Cosa diversa è la RSA che è una struttura sociosanitaria dedicata alle persone anziane non più autosufficienti, che necessitano di una continua assistenza medica, sanitaria, infermieristica e riabilitativa. Detto questo, devo supporre che le informazioni offerte alla stampa dal denunciante siano approssimative e solo affidate a congetture, così come il suo stesso legale si è preoccupato di precisare nel testo della comunicazione».

«È vero, invece, che il Responsabile della struttura, appreso il 6/12/2020 che il marito di una dipendente, che si occupava delle pulizie nella fascia oraria 13.30/14.30, era febbricitante, ha subito allontanato la dipendente dalla struttura invitandola a eseguire il test molecolare presso il laboratorio San Martino di Via Porto Salvo. La dipendente è risultata positiva ed a quel punto sono stati sottoposti a tampone, nello stesso laboratorio, tutti coloro che erano entrati in contatto con la lavoratrice, compreso il responsabile del personale e l’esito era negativo. Al 7 dicembre nessun ospite aveva linee di febbre e nessun operatore tranne la dipendente delle pulizie già allontanata dal servizio. Il titolare del laboratorio, che aveva effettuato la segnalazione all’ASP della positività della dipendente dell’Oasi San Francesco, aveva concordato con il responsabile della struttura di eseguire il test agli altri operatori ed agli ospiti della casa di riposo il 9/12/2020».

«Quel 09/12 si presentavano in contemporanea nei locali dell’Oasi tanto i tecnici del laboratorio San Martino, quanto i medici dell’ASP . Questi ultimi hanno effettuato dei test rapidi, con cui sono risultati positivi degli anziani e degli operatori : questi ultimi (14) sono stati immediatamente allontanati dalla casa di riposo. Gli anziani positivi, tutti asintomatici, sono stati alloggiati in una parte della casa di riposo e tenuti distanti dagli anziani negativi . L’ASP, a conferma dei test rapidi, ha anche eseguito i test molecolari di cui si è avuto il risultato solo il 12/12».

«Dal 09 al 14 dicembre gli anziani sono stati gestiti con turni h24 da solo 6 operatori e dal responsabile rimasto nella struttura nonostante la positività. In quei giorni, egli ha tentato di mettersi in contatto con l’USCA e con l’ASP per avere aiuto essendo allo stremo delle forze sia lui che i 6 operatori rimasti in struttura a gestire 18 anziani: il tutto senza alcuna risposta e nella impossibilità di sostituire i lavoratori in infortunio con altri lavoratori non avendo trovato disponibilità da parte di alcuno. Come ultima risorsa ha chiesto al sottoscritto procuratore di diffidare l’ASP e l’USCA ed il comune di Messina e di tentare di avere un contatto con l’Assessore ai Servizi Sociali. Quello stesso 14/12 è stata contattata l’Assessore Calafiore che si è immediatamente attivata per disporre il trasferimento degli anziani in centri Covid: cosa che è accaduta quello stesso 14 dicembre».

«Questi i fatti che, a differenza delle illazioni contenute negli articoli di cui si è data lettura, sono tutti documentabili. Da qui, la tempesta mediatica sulla quale, in prima battuta si è ritenuto di soprassedere, atteso che si è ritenuto fosse prioritario organizzare la struttura, garantire l’assistenza agli anziani ancora ospiti della casa e riguadagnare la salute dell’amministratore della società e del responsabile dell’Oasi San Francesco. Adesso si è ritenuto di dovere intervenire perché vengano resi noti i fatti per come si sono verificati e per dare lustro al comportamento di uomini e donne che hanno messo a repentaglio la loro vita per accudire gli anziani ospiti. L’Oasi San Francesco è sempre stata ritenuta dagli ospiti e dai familiari una grande famiglia e la morte delle tre anziane ha colpito il cuore della comunità dove esse vivevano da anni coccolate con grande amore e professionalità. Gli stessi familiari delle vittime hanno avuto parole di gratitudine per la struttura, per il suo responsabile e per gli operatori ben consapevoli del grado professionalità e competenza nello svolgimento del loro impegno quotidiano eseguito nel pieno rispetto delle regole. Pertanto, la società da me assistita, diffida chiunque dal fornire notizie non rispondenti al vero e riserva ogni azione a tutela del buon nome della struttura».

Tuttavia, il presidente Gaetano Alessandro ribadisce la sua posizione: «A prescindere che si tratti di Casa di risposo o di RSA, dovevano essere adottate adeguate misure di prevenzione e così a nostro parere non è stato. Perciò la nostra richiesta non cambia: vogliamo sicurezza per gli anziani e tamponi di controllo per gli operatori, e ora proseguiremo con una denuncia».

I 13 anziani positivi sono stati trasferiti nel recente Centro Covid istituto presso la clinica Cappellani, diretto dall’infettivologo prof. Lorenzo Mondello, che abbiamo raggiunto telefonicamente per conoscere le loro condizioni di salute: «Attualmente la situazione risulta sotto controllo- ha spiegato Mondello- anche se i pazienti hanno un’età avanzata e diverse patologie croniche. Abbiamo svolto degli esami e riscontrato focolai polmonari, perciò sono sotto terapia, mentre risultano assenti stati febbrili. Li stiamo monitorando costantemente, perché ovviamente esiste il rischio che possano scompensarsi all’improvviso. Inoltre, essendo stati tolti dal proprio ambiente c’è il pericolo che possano disorientarsi facilmente».

«La nostra speranza– ha aggiunto lo specialista- è quella di arrivare al più presto ad un tampone negativo e poterli restituire alle proprie famiglie o farli tornare nella struttura. Al momento abbiamo in totale 26 pazienti e di questi la metà, provengono dall’Oasi San Francesco».

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