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Coronavirus, all’Asp di Caltanissetta al via un pronto soccorso riservato

14 Marzo 2020

I contagiati saranno ricoverati all'interno della palazzina di Malattie Infettive, con una equipe multidisciplinare di cinque medici specializzati oltre che una decina di infermieri e operatori socio sanitari.

 

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CALTANISSETTA. Un’intera palazzina dedicata ai pazienti affetti da coronavirus. È quanto ha pianificato in poche ore la direzione sanitaria dell’Asp di Caltanissetta per fronteggiare l’emergenza in caso, nei prossimi giorni, l’arrivo dei pazienti affetti da coronavirus dovesse aumentare.

Tutti saranno ricoverati all’interno della palazzina di Malattie Infettive interamente dedicata alla cura del coronavirus, con un’equipe a loro dedicata e un pronto soccorso infettivologico. Quest’ultimo è già attivo.

Al suo interno opera una equipe multidisciplinare di cinque medici specializzati in Malattie Infettive, Medicina d’Urgenza e Medicina Interna, oltre che una decina di infermieri e operatori socio sanitari. All’interno del pronto soccorso infettivologico, ricavato nei locali dove fino a ieri si effettuavano le Pet Tac, sono arrivati già i primi pazienti.

Questi ultimi infatti sono quelli che non solo presentano sintomi che potrebbero essere determinati da un’infezione da coronavirus ma che necessitano anche di assistenza urgente. Visto che altri eventuali casi, non gravi, potranno curarsi a domicilio, così come già avviene nel resto di Italia.

«In queste ore- ha detto il manager dell’Asp, Alesssandro Caltagirone– sono girate fake news sulla inidoneità dei locali. Il reparto è idoneo, i regimi di ventilazione sono eccezionali, le stanze ad alto rischio sono a pressione negativa. La superficie del pronto soccorso infettivologico è oltre 300 metri quadri. Il paziente arriva nella palazzina, quest’ultima è sviluppata su quattro piani. Al piano terra abbiamo il pronto soccorso dove il paziente arriva in ambulanza e viene sottoposto immediatamente a tac e tampone dopodiché può rimanere in osservazione».

Caltagirone aggiunge: «Da mercoledì dovrebbe arrivarci l’apparecchiatura per analizzare i tamponi e quindi non dovremmo più aspettare Palermo, attualmente saturo di richieste di esami, e potremo avere i risultati entro un’ora. La palazzina avrà 26 posti letto tutti dedicati al coronavirus, divisi per intensità di cura. Nel caso in cui ci fosse necessità di terapia intensiva il paziente viene intubato lì e trasportato nel complesso operatorio del 4 piano che è stato dedicato tutto al coronavirus con 6 posti, ma a breve diventeranno 8. In più in caso di necessità la prossima settimana saranno attivati altri 8 posti di terapia intensiva a Gela dedicati coronavirus. Casi fortemente sospetti di coronavirus che necessitano di un pronto soccorso».

Intanto i pazienti di psichiatria, che prima occupavano l’ultimo piano della palazzina di Malattie Infettive saranno spostati in un altro reparto dell’ospedale Sant’Elia.

«Siamo i primi a trovare questo tipo di soluzione- ha continuato il manager- Un’intera struttura dedicata ai malati di coronavirus che in caso di repentino peggioramento possono essere portati nuovamente al piano terra per essere sottoposti tempestivamente alla tac».

Il direttore generale sottolinea: «È inconcepibile che in questo momento di emergenza qualcuno faccia polemiche anziché puntare al gioco di squadra. Chiedo la massima adesione di tutti per dare contributi a questo momento di emergenza. Un plauso voglio farlo a tutti coloro che stanno operando all’interno della palazzina di Malattie Infettive, ai Rianimatori che sono in prima linea e a tutti quelli che si stanno attivando per contribuire con un atteggiamento positivo».

Il manager aggiunge: «Abbiamo creato le condizioni affinché si possa dare tempestività alle cure e sicurezza agli operatori, cercando di salvare quante più vite possibili e tutelando allo stesso gli altri pazienti. I percorsi adesso sono nettamente separati. Il paziente con Coronavirus che dovesse essere intubato e quindi dovesse necessitare della terapia intensiva sarà trasportato verso il blocco operatorio del 4 piano adattato a terapia intensiva o all’ospedale di Gela in assoluta sicurezza, con una ventilazione a circuito chiuso».

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