Coronavirus, al via in Sicilia la raccolta di plasma iperimmune

26 Agosto 2020

Dopo una fase di organizzazione delle attività tra i Centri trasfusionali è già stato donato a Palermo, Catania e, da ieri, anche al Papardo di Messina.

di Sonia Sabatino

PALERMO. È partita la raccolta del plasma iperimmune in Sicilia, nell’ambito dello studio nazionale randomizzato “Tsunami” che permette di curare le persone affette da Coronavirus.

Dopo una fase di organizzazione delle attività tra i vari servizi trasfusionali individuati come centri di raccolta, il plasma dei convalescenti è già stato raccolto a Palermo, Catania e, da ieri, anche a Messina.

«Al “Papardo” abbiamo avuto la collaborazione dell’Asp 5, che ringrazio perché ci ha mandato gli elenchi di tutte le persone che hanno avuto il Covid -19 da marzo fino ad ora, con i recapiti telefonici. Quindi noi del Trasfusionale, che siamo stati autorizzati al trattamento dei dati personali, abbiamo contattato circa 300 persone nella provincia di Messina negli ultimi 20 giorni», spiega la dottoressa Roberta Fedele, direttore dell’UOC di Medicina Trasfusionale del “Papardo” di Messina.

Inoltre, aggiunge: «Già da un primo screening telefonico abbiamo appurato che alcuni non erano idonei alla donazione, poi c’è stato chi non ha avuto possibilità o non è stato disponibile, per cui fino ad ora sono venute una decina di persone per fare la valutazione. Infatti i donatori devono avere un alto titolo anticorpale per poter donare e di questi al momento ne abbiamo individuati 2. Uno ha donato ieri e un altro donerà la prossima settimana. Noi stiamo continuando con le telefonate anche a quelli che non avevano risposto in precedenza».

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In vista dell’arrivo dell’autunno e dell’aumento dei casi di contagio a cui stiamo già assistendo è importante capire che si tratta di un gesto semplice e assolutamente sicuro, che diventa fondamentale in questa fase. A parte la grande gioia che si prova aiutando gli altri.

Anche la Commissione Europea sta finanziando progetti importanti a supporto delle attività di donazione del plasma iperimmune e l’americana “Food and Drugs Administration” il 23 agosto ha approvato l’uso del plasma dei convalescenti, perché è stata riconosciuta l’efficacia e la sicurezza della cura sierologica in regime di urgenza.

Può donare il plasma chi ha avuto il Covid-19 (che deve comunque fare una prima valutazione del dosaggio del titolo anticorpale) e deve avere un’età compresa tra i 18 e i 65 anni, non deve essere stato mai trasfuso e, nel caso delle donne, non avere avuto in passato gravidanze. Per il resto sono validi tutti i requisiti della normale donazione del sangue.

Un valido aiuto in tal senso potrebbe arrivare dalle strutture che dimettono i pazienti guariti da Coronavirus, dando subito le informazioni utili per donare il plasma iperimmune.

«La collaborazione deve esserci da parte di tutti: dall’assessorato che ha aderito al protocollo nazionale “Tsunami”, il “Dasoe” che ha sostenuto il programma e il Centro regionale sangue. A livello locale è fondamentale la collaborazione con l’Asp che a Messina, ad esempio, ha fornito le informazioni utili a contattare i probabili donatori. Il “Papardo” si occupa della raccolta e il “Policlinico” dovrà usare il plasma in caso di necessità. Il gioco di squadra permette di portare avanti importanti progetti di Sanità pubblica come questo. Invito chi ha avuto il Covid-19 a valutare la donazione e rendersi disponibile quando sarà contattato», conclude la dottoressa Fedele.

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