Coronavirus, al “Giaccone” gestione a distanza dei pazienti con malattie del sangue

9 Marzo 2020

I Medici curanti che seguono pazienti con sospetta malattia ematologica, potranno inviare gli esami tramite email o whatsapp agli ematologi del Policlinico Giaccone. L'obiettivo è evitare accessi in ospedale non sempre necessari e quindi ridurre i rischi di contagio.

 

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Al fine di evitare accessi differibili presso le strutture ospedaliere, e con l’obiettivo di fornire una consulenza specialistica ai Medici di Medicina Generale, è stato attivato un percorso tra l’Ematologia del Policlinico di Palermo e i MMG di Palermo, Agrigento, Trapani e province per la gestione a distanza dei pazienti con malattie del sangue.

I Medici curanti che seguono pazienti con sospetta malattia ematologica, potranno inviare gli esami tramite email o whatsapp agli ematologi del Policlinico Giaccone.

Si tratta di pazienti che presentano valori anomali dell’emocromo, come ad esempio globuli rossi alti (eritrocitosi) o bassi (anemia), globuli bianchi alti (leucocitosi) o bassi (leucopenia), piastrine alte (piastrinosi) o basse (piastrinopenia), o alterazioni dei test della coagulazione (aPTT, PT/INR, fibrinogeno, D-dimero) o dell’elettroforesi proteica (tracciato elettroforetico con picco monoclonale) oppure pazienti con un ingrossamento di linfonodi o un aumento di volume della milza o che presentino masse mediastiniche o addominali oppure sintomi quali febbre resistente a terapia antibiotica, sudorazione notturna, perdita di peso, etc.

Tale servizio garantisce un corretto screening circa la necessità e la tempistica della visita ematologica ed evita accessi in ospedale non sempre necessari. Gli specialisti ematologi valutano la situazione e indirizzano i pazienti al percorso più appropriato.

«Tale iniziativa- sostiene il prof. Sergio Siragusa (nella foto), Direttore del reparto di Ematologia del Policlinico e Vice Presidente della Società Italiana di Ematologia- ottimizza la selezione dei pazienti ematologici evitando un accesso diretto in ospedale e quindi, ove questo non sia necessario, riduce i disagi per i pazienti e indirettamente contribuisce a contenere la diffusione del Covid-19. Rientra, inoltre, tra le indicazioni ministeriali volte a favorire la gestione da remoto dei pazienti».

«Si tratta certamente del primo esempio a livello nazionale in ambito ematologico- aggiunge con soddisfazione il dott. Luigi Galvano, Segretario regionale della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale».

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