Controllo a distanza dei pazienti con scompenso cardiaco? Con Hermes si può…

10 Maggio 2016

Presentato il progetto attivato nel reparto di Cardiologia del Ferrarotto di Catania: consentirà di capire esattamente da remoto quali parametri sono più utili nell'individuare in anticipo i segni iniziali di scompenso acuto per intervenire cambiando terapia medica.

 

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CATANIA. «Un passo importante per la Regione Sicilia. Ci dimostriamo ancora una volta in prima linea nel settore delle patologie cardiache. È una bella soddisfazione». Ad affermarlo è l’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, commentando l’inaugurazione del progetto nazionale Hermes.

Si tratta di un sistema altamente innovativo che consente di monitorare da remoto i pazienti con scompenso cardiaco e insufficienza mitralica trattata per via percutanea, prima durante e dopo l’impianto, attraverso la tecnica MitraClip.

Tecnica questa che consente di ridurre il rigurgito mitralico attraverso proprio il posizionamento di una clip che diminuisce l’apertura della valvola.

E proprio la Sicilia è la prima regione in Italia a lanciare questo monitoraggio all’avanguardia.

«Un progetto che dimostra la nostra attenzione verso il paziente in termini di efficacia, sicurezza e qualità di vita- continua Guacciardi- garantendo la sostenibilità per il servizio sanitario».

Il presidio ospedaliero «Ferrarotto» di Catania (Policlinico Universitario) fa da apripista dal momento che proprio il Reparto di Cardiologia, diretto dal professore Corrado Tamburino (nella foto), già da qualche anno ha adottato la procedura di impianto Mitraclip di cui parlavamo poc’anzi.

Per essere chiari anche per i non addetti ai lavori, la valvola mitralica regola il passaggio di sangue fra l’atrio sinistro e il ventricolo sinistro impedendo il riflusso nella fase di contrazione del cuore. Nel caso in cui i due lembi non riescano a chiudersi adeguatamente, il sangue rigurgita, peggiorando l’emodinamica. E generalmente questa patologia viene trattata o con farmaci, o attraverso un intervento chirurgico oppure proprio con Mitraclip.

Questo però non risolve il problema: il paziente, infatti, rimane un cardiopatico grave e quindi necessita di un monitoraggio costante e continui controlli clinici e strumentali. Ed è proprio a questo che ha pensato il progetto Hermes (Heart Remote Monitoring in mitraclip recipiens).

«È un sistema altamente innovativo, prevede il monitoraggio domiciliare di questi pazienti che in questo modo devono gestire in prima persona la propria malattia. Noi del Ferrarotto abbiamo deciso di iniziare subito– afferma il professore Corrado Tamburino- Ciò ci consentirà di capire esattamente quali parametri sono più utili nell’individuare in anticipo i segni iniziali di scompenso acuto per intervenire cambiando terapia medica. Se riusciremo nell’intento, in futuro, saremo nelle condizioni di utilizzare il sistema anche per gestire altre patologie cardiache».

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