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Controlli a rilento, negli ospedali ancora troppi lavoratori non vaccinati

La denuncia di CIMO "Ancora troppi colleghi non vaccinati in corsia". Mentre l'OPI di Palermo comunica di avere ricevuto dall'Asp i primi nominativi da sospendere soltanto il 22 settembre

Tempo di lettura: 3 minuti

La recente operazione dei Nas avvenuta in queste ore ha confermato quel che si sapeva già: in Sicilia, così come nel resto d’Italia, i controlli relativi all’obbligo vaccinale degli operatori sanitari sono tardivi e in alcuni casi probabilmente pure parziali. A Palermo e provincia, ad esempio, finora sono stati sospesi solo 22 infermieri, un dato oggettivamente molto basso. Per cercare di non lenire la privacy dei professionisti della sanità, il decreto legge 44 del 2021 ha stabilito che gli ordini professionali dovevano accedere soltanto all’elenco delle persone non vaccinate segnale dall’Asp.

Dall’Ordine degli infermieri di Palermo, contattato da Insanitas, sostengono di avere applicato la sospensione in tutti i casi segnalati dall’Asp e fanno sapere pure di avere ricevuto dall’Azienda sanitaria provinciale i primi nominativi da sospendere dall’ordine soltanto il 22 settembre 2021. Vale a dire ben sei mesi dopo l’entrata in vigore del decreto legge 44/2021 che ha imposto, oltre alla sospensione dal lavoro di tutti gli operatori sanitari non vaccinati, anche la comunicazione all’ordine. Perché questo ritardo? E il numero di 22 infermieri sospesi tra Palermo e provincia è realmente comprensivo di tutti quelli non vaccinati, oppure c’è stata qualche falla nei controlli a monte da parte dell’Asp di Palermo? Sul dato dei 22 infermieri sospesi Insanitas chiesto replica all’Asp giovedì, per la conferma dei dati relativi alla prima segnalazione abbiamo chiesto conferma ieri sempre all’Asp. Se le risposte dovessero arrivare saranno pubblicate.

Intanto, però, capita non raramente, che operatori sanitari non vaccinati continuino a lavorare in corsia, come denuncia ad esempio Giuseppe Bonsignore (sindacato  Cimo): «La cosa incredibile è che dopo essermi sottoposto a ben tre dosi di vaccino, sono costretto a lavorare in ospedale fianco a fianco di personale sanitario No-Vax o comunque non vaccinato. Non capisco perché noi dobbiamo rispettare le regole e non debbano fare altrettanto le Aziende Sanitarie e gli Ordini Professionali, dal momento che esiste un Decreto Legge che già dal 1° aprile ha reso obbligatoria la vaccinazione per tutto il personale sanitario. Assisto a scene tragicomiche in cui il personale sanitario chiede ai pazienti o ai parenti se siano vaccinati, ma al contempo loro stessi sono costretti a lavorare insieme a medici e infermieri non vaccinati. Non riesco nemmeno a riderci sopra. Vorrei essere messo nelle condizioni di lavorare senza un No Vax accanto. Chiedo troppo?».

Diversi medici, infatti, hanno continuato a lavorare nonostante non si siano mai sottoposti a vaccinazione. L’Ordine dei Medici di Palermo ha ricevuto la segnalazione da parte dell’Asp relative a circa 230 medici non vaccinati. Alcuni hanno poi provveduto ad immunizzarsi per cui fino ad ora sono stati sospesi 180 medici.

Il decreto legge 172/2021 e l’esclusione dell’Asp

Secondo il Dl 44/2021 gli ordini provinciali dovevano trasmettere alla Regione gli elenchi dei medici ed odontoiatri iscritti. Le Asp venute in possesso degli elenchi dovevano incrociare i dati di questi professionisti e i relativi codici fiscali con i dati delle vaccinazioni avvenute. Se al codice del medico-infermiere iscritto non fosse corrisposto il codice di un vaccinato, l’Asp avrebbe dovuto chiedere a soggetto le motivazioni del mancato obbligo di immunizzarsi ed emettere un atto di accertamento dalla cui data decorreva la sospensione del professionista. Una misura “diretta” in caso di dipendente o convenzionato, che avveniva con avviso all’azienda datrice di lavoro (ospedale, clinica privata convenzionata). Adesso cambia tutto. Dal 26 novembre scorso l’onore dell’accertamento è tutto in campo agli ordini professionali mentre alle ASP rimane soltanto un potere di segnalazione. Un passaggio di competenze che, però, procede ancora a rilento.

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