Dal palazzo

Il tema

«Contro le liste di attesa sinergia tra Sanità pubblica e privati convenzionati»

Il presidente della Regione sottolinea che «occorre abbattere ogni forma di pregiudizio per abbattere un fenomeno inaccettabile».

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«La nuova sanità dovrà guardare senza riserve al privato convenzionato, sia ospedaliero che diagnostico, nella consapevolezza che la assistenza sanitaria costituisce una pubblica funzione, al di la del soggetto che la eroga, sia pubblico che privato».

Lo ha detto il presidente della Regione, Renato Schifani, durante le dichiarazioni programmatiche che ha fatto all’Ars:  «Occorre abbattere ogni forma di pregiudizio, sapendo coniugare una leale sinergia tra due mondi che stanno dalla stessa parte: la salute del cittadino. Soltanto cosi potremo anche abbattere le inaccettabili liste di attesa cui sono sottoposti molti pazienti che chiedono ed hanno diritto ad una indagine strumentale e diagnostica immediata per la scelta della terapia» ha aggiunto Schifani riferendosi, ad esempio, al caso della bambina di Cira Maniscalco, costretta a rivolgersi a strutture private e pagare le cure perché in un ospedale pubblico avrebbe dovuto aspettare sei mesi.

Inoltre Schifani ha sottolineato che il sistema pubblico sanitario della Sicilia «presenta punti di eccellenza significativi e lo ha anche dimostrato in occasione del contrasto al Covid, dove tutto l’apparato ha dato prova di grandissima professionalità e spirito di abnegazione. Occorrerà potenziare la medicina territoriale per evitare il pericoloso intasamento delle strutture ospedaliere, chiamate il più delle volte a prestazioni che avrebbero potuto essere evitate da un filtro di base. Particolare attenzione intenderò porre sulle aree di emergenza territoriale, evitando al cittadino traumatizzato patologicamente una ulteriore sofferenza psicologica nascente da lunghe attese, a volte in situazioni logistiche che offendono la dignità umana».

Infine, il presidente della Regione ha toccato il tema «dello stato di salute delle strutture ospedaliere, caratterizzato da vecchie incompiute, come ad esempio il polo pediatrico di Palermo, alcuni ospedali della nostra regione, ed il mancato completamento di alcune significativi interventi previsti e finanziati in ragione della emergenza Covid».

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