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ASP e Ospedali

La vertenza

Contratto e sicurezza all’Asp di Palermo, il giudice del Lavoro dà ragione alla Fials

«Il nostro ricorso è stato accolto relativamente alla mancata contrattazione per l’applicazione del contratto ai lavoratori che aveva negato due anni e mezzo di riconoscimenti economici, e sul mancato rispetto della sicurezza degli operatori soprattutto al covid hospital di Partinico», sottolinea il sindacato.

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PALERMO. Come riportato da Insanitas, il Tribunale del Lavoro di Palermo si è pronunciato sulla vertenza tra l’Asp e la Fials. Nove contestazioni del sindacato sono state rigettate, mentre per altre due è andata diversamente.

«Il nostro ricorso è stato accolto relativamente alla mancata contrattazione per l’applicazione del contratto ai lavoratori che aveva negato due anni e mezzo di riconoscimenti economici, e sul mancato rispetto della sicurezza degli operatori soprattutto al covid hospital di Partinico», sottolinea il sindacato con un comunicato stampa.

Il giudice Elvira Majolino ha ordinato quindi all’azienda sanitaria provinciale di «cessare la condotta contestata e convocare la delegazione sindacale ai fini dell’avvio del negoziato», e ciò «entro il termine di 60 giorni dalla notificazione del presente decreto».

Il giudice, sulla base del ricorso presentato dall’avvocato della Fials, Francesco Russo Bavisotto, ha inoltre condannato l’Asp alla «cessazione della condotta antisindacale posta in essere e ad avviare il confronto sulle misure concernenti la salute e la sicurezza sul lavoro in relazione alla gestione delle risorse e delle strutture dell’ospedale di Partinico», attivando «entro 30 giorni la concertazione sindacale».

Soddisfatto il sindacato autonomo: «La decisione del tribunale- afferma la segreteria provinciale della Fials-Confsal- dimostra in maniera incontestabile il successo del sindacato nelle materie fondamentali per i lavoratori, ovvero la sicurezza del personale e gli istituti contrattuali che prevedono i benefici economici e stipendiali fino ad oggi negati dall’azienda a partire dal 2018».

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