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Contratto della Sanità privata, i sindacati: «La mobilitazione non si arresta»

10 Settembre 2020

Dopo l'intesa sul rinnovo annunciata in Sicilia da assessorato alla Salute ed Aiop, le segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl sottolineano: «Un passo avanti, ma la vertenza è nazionale e continuerà fino alla sottoscrizione definitiva del nuovo Ccnl».

 

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PALERMO. Sciopero generale dei lavoratori della sanità privata il prossimo 16 settembre. Lo annunciano le segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

«Nonostante l’accordo siglato ieri in Sicilia tra l’Assessorato alla Salute e l’Aiop permane, come e più di prima, la necessità di scioperare e proseguire con la mobilitazione fino alla sottoscrizione definitiva del nuovo Ccnl di settore, saltata lo scorso luglio a causa del voltafaccia dei datori di lavoro», spiegano i segretari generali Gaetano Agliozzo, Paolo Montera ed Enzo Tango.

I sindacati aggiungono: «L’Aiop e l’assessore hanno preso atto dell’impegno al rinnovo con la partecipazione del 50 per cento da parte delle regioni. Un accordo importante che si muove sulla scia di quanto già affermato dal presidente della Conferenza Stato-Regioni Stefano Bonaccini. In pratica, le regioni e le province autonome si faranno carico del 50 per cento dei costi del rinnovo contrattuale con un mix di interventi a livello territoriale relativi ai budget e alle tariffe. Appare quindi, a maggior ragione, inaccettabile il passo indietro di Aiop e Aris di fronte alla sottoscrizione definitiva del nuovo contratto nazionale».

«Considerando che la vertenza è, appunto, nazionale– proseguono Agliozzo, Montera e Tango- e che sinora Aiop ed Aris hanno mostrato una inaffidabilità mai vista sinora, come ribadito unitariamente dalle segreterie nazionali, lo sciopero va fatto e si farà e la nostra mobilitazione, con iniziative continue e differenziate, non si fermerà fino alla sottoscrizione di un rinnovo di contratto che è atteso ormai da quasi tre lustri. La nostra sarà una presa di posizione dura a sostegno dei dipendenti del settore e contro quei soggetti che non meritano di lavorare con soldi pubblici finché calpestano la legalità e i diritti dei lavoratori».

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