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L'approfondimento

«Concorsi, stabilizzazioni e nuove strutture: ecco i miei piani per l’Asp di Caltanissetta»

A pochi giorni dal suo insediamento Insanitas ha intervistato il nuovo commissario straordinario Salvatore Lucio Ficarra, direttore generale "in pectore".

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CALTANISSETTA. A pochi giorni dal suo insediamento Insanitas ha intervistato il nuovo commissario straordinario- in attesa della delibera che lo vedrà direttore generale- dell’Asp2 Caltanissetta Salvatore Lucio Ficarra (nella foto), 59enne di Mazzarino, reduce dalla guida dell’Asp di Siracusa ora passata ad Alessandro Caltagirone (a sua volta reduce dall’Asp nissena).

Stabilizzazioni, riorganizzazione dei pronto soccorso, concorsi, sono alcuni degli argomenti sui quali Ficarra ci ha spiegato quali saranno le azioni che intende intraprendere, già nell’immediato.

Da dove inizierà?
«Le stabilizzazioni sono in corso, erano già state avviate ma vanno definite, per gli amministrativi, oss e infermieri; in base alle disponibilità in pianta organica verranno stabilizzate circa 220 persone. Per quanto riguarda i pronto soccorso abbiamo dato disposizione, che nel brevissimo verrà portata a compimento, soprattutto negli ospedali principali, per l’attivazione di ambulatori di codici bianchi e verdi per i quali non è necessario il medico specializzato in chirurgia d’urgenza e pronto soccorso ma possono essere gestiti da medici di guardia medica. Abbiamo appurato che il 40-45% degli accessi sono sostanzialmente inappropriati, quindi le persone potranno dirigersi negli ambulatori con il conseguente sgravio del pronto soccorso. Chi aspetta nei pronto soccorso è sempre il meno grave, il codice rosso ovviamente ha priorità, per evitare le lunghe attese i codici bianchi e verdi, dopo il triage, saranno indirizzati agli ambulatori loro dedicati».

Per quanto riguarda i concorsi?
«Abbiamo dato anche disposizioni di definire tutti i concorsi per i capi dipartimento, che per me sono fondamentali, e di tutti i primari iniziando dal concorso per primario del Pronto soccorso del Sant’Elia e a seguire per i reparti che , oggi, non hanno un primario. Per tutti i direttori di Unità operativa complessa le procedure devono essere definite perchè sono, poi, quelli che creano l’organizzazione del sistema sanitario».

In merito alla carenza del personale quali sono le altre azioni da mettere in campo?
«Le piante organiche sono state redatte, ritengo, anche se io sono qui da poco, secondo le direttive regionali, per cui le percentuali sono quelle. Più che una carenza del personale, a parte i medici che come sa non si trovano nel panorama provinciale, regionale e nazionale, quindi non è un problema che riguarda solo l’Asp di Caltanissetta ma è generale, dobbiamo parlare di riorganizzazione.

In che senso?
«Ci serve sapere dove si trova il personale e come utilizzarlo, ognuno deve svolgere le mansioni per il quale è stato assunto perché avere 1000 infermieri in servizio significa avere un piccolo paese fatto tutto da infermieri, avere 250 oss in servizio stessa cosa. Abbiamo già dato mandato all’ufficio del personale di stilare una mappa geografica su dove sono allocate le risorse nell’ottica della ridistribuzione e razionalizzazione».

Spostiamo l’attenzione sul territorio…
«La progettualità grazie al Pnrr sarà eterogenea e ben distribuita su tutta la provincia. Con un investimento di circa 18 milioni di euro, concesso dalla Regione, che prevede 4 Centrali operative territoriali (Cot) a San Cataldo, Caltanissetta, Gela e Mussomeli. Poi, 9 case di comunità che saranno attivate a San Cataldo, Mussomeli, Riesi, Gela, Mazzarino, Serradifalco, Niscemi e Sommatino, naturalmente anche Caltanissetta, già attivata, e 2 ospedali di comunità, a San Cataldo e a Mazzarino. Quindi, entro marzo 2026, queste strutture già avviate dovrebbero essere tutte operative e funzionanti con una notevole ricaduta sul territorio in termini di salute e occupazionali».

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