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Dal palazzo

«Basta con parole e balletti...»

Concorsi bloccati nella sanità siciliana, Anaao Assomed non ci sta: «Pronti a proclamare uno sciopero generale»

La protesta del sindacato: «Dopo l’ennesimo vertice a Palermo tra il governatore Crocetta, l’assessore Gucciardi e i direttori generali, l’ennesima decisione che torna a Roma. E’ ora di scendere in campo e lottare per avere un Servizio sanitario dignitoso ed efficiente».

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. «Dopo l’ennesimo vertice a Palermo tra il governatore Rosario Crocetta, l’assessore alla Salute Baldo Gucciardi e i direttori generali, l’ennesima triangolazione. L’ennesima decisione che torna a Roma. Ma come è possibile?».

Se lo chiede Pietro Pata, segretario regionale Anaao Assomed Sicilia, aggiungendo: «Perché la Sicilia in Piano di Rientro- con un trend positivo nel Piano nazionale esiti e già in positivo con la spesa sanitaria (146 milioni di euro che qualcuno voleva impegnare fuori della Sanità)- non può attivare le procedure concorsuali?».

«Il 31 dicembre 2016 sarà la tomba della speranza di chi, dirigente o sanitario, ha lottato e sudato in questi anni di precariato per mantenere i Lea (livelli essenziali di assistenza) in questa Regione. Ma sarà la tomba anche delle attese dei cittadini, perché si può essere sicuri che il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato e delle stabilizzazioni, creerà vuoti di organico tali da determinare liste d’attesa vergognose, da far saltare le reti per le emergenze e le patologie tempo-dipendenti (Infarto, Ictus traumi piuttosto che Punti nascita), nonché la prevenzione e l’assistenza della cronicità (sanità veterinaria, riabilitazione, lungodegenze etc.)».

Poi l’Anaao Assomed aggiunge: «Non è più ora di parole e balletti, in attesa delle Regionali del 2017! Non è più tempo di audizioni nei Palazzi, ma è giunto il momento di stringere una forte alleanza tra le forze sindacali di tutti i lavoratori della Sanità (dirigenti e personale del comparto) e i portatori di interessi dei cittadini/utenti che corrono gravissimi rischi per la loro salute».

«È ora di scendere in campo e lottare per quello che dobbiamo avere: un Servizio sanitario dignitoso ed efficiente a fronte delle tasse che paghiamo come e più degli altri cittadini italiani. È questo il momento di non arretrare di fronte a nessuna opzione, fosse anche quella non popolare ma alla fine necessaria, della proclamazione dello stato di agitazione e poi lo sciopero di tutta la sanità!».

«IL SOLITO ANDIRIVIENI…»
«IL 3 agosto: Da Roma arriva l’ok di massima sulla Rete dell’Emergenza, dicendo: “riempite di contenuti, cioè mettete la polpa a questo scheletro che avete disegnato; con 260 letti per acuti e 1760 nella cronicità che potete ancora assegnare».

«L’8 settembre a Palermo, l’assessore Gucciardi dice ai sindacati e poi alla stampa: “Basta pareri di Roma, ormai tutto fatto, possono partire i concorsi e si stabilizzino i precari”. Poi dopo la quasi crisi di Governo, la macchina torna indietro: chiediamo a Roma la proroga per l’attuazione del Piano, al 2018 e non a dicembre 2016 (ma si può?) e chiediamo l’autorizzazione ad attivare le procedure concorsuali (22 settembre)».

«Ma Roma risponderà: NO, è ovvio, perché dietro il DM 70 (un decreto legge che è solo di indirizzo, non le Tavole della Legge) c’è la Conferenza Stato-Regioni e ci sono Regioni che lo hanno applicato a lacrime e sangue (Veneto ed Emilia prima, Toscana e Piemontepoi)».

«Ed è proprio a Roma, che i “nostri”politici devono chiedere: perché nel Lazio e in Campania ( la Cabina di Regia che a Roma sostituisce l’assessore alla Salute e il Governatore De Luca ,commissario per la Sanità a Napoli), regioni in Piano di Rientro, si possono attivare le procedure di cui al DPCM 6 marzo 2015 e commi 542-546 della Legge di Stabilità 2016 e procedere ai concorsi ed alla stabilizzazione dei precari della dirigenza e del comparto sanità?».

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