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Concedere o no l’aspettativa ai medici? Botta e risposta tra Cimo ed Asp di Trapani

3 Dicembre 2016

L'accusa del sindacato: «Il dg Fabrizio De Nicola ha deciso di revocare a decine di medici l’aspettativa per lo svolgimento di contratti a Tempo determinato presso altre Aziende sanitarie». La replica: «Quei medici servono negli ospedali della nostra provincia. E una recente sentenza della Corte di Cassazione ci dà ragione».

 

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Scoppia la polemica sul tema delle aspettative dei medici, con un botta e risposta tra il Cimo e l’Asp di Trapani. In un comunicato stampa, il Sindacato dei Medici accusa: «In Sicilia, all’indomani della proroga salva precari emanata da Gucciardi, c’è chi si è giustamente affrettato a prorogare gli incarichi a tempo determinato, in modo da non restare con Reparti sguarniti. Ma c’è anche chi si è invece premurato di fare tutto il contrario, insensatamente e con possibili gravi ricadute sui LEA di altre Aziende e sulla Salute dei cittadini. È il caso dell’Asp di Trapani guidata da Fabrizio De Nicola che, andando controcorrente, speriamo non seguita da altri Direttori Generali, ha deciso di revocare a decine di medici l’aspettativa per lo svolgimento di contratti a tempo determinato presso altre Aziende sanitarie».

Secondo il Cimo «finora l’iniziativa non ha avuta ricadute, ma unicamente a causa dei ricorsi legali presentati dagli stessi medici destinatari del provvedimento. Al momento quindi sono stati buttati al vento soldi pubblici in contenziosi legali. L’Azienda trapanese le cause le ha perse tutte, finora, anche perché i Giudici hanno messo nero su bianco l’assenza di motivazioni specifiche per l’adozione del provvedimento, definendo generiche le affermazioni sulle carenze negli organici di cui soffre la medesima ASP».

Infine, il sindacato sottolinea: «Ma De Nicola non si dà per vinto, sembra quasi un capriccio il suo. E in questi giorni sta “invitando” cortesemente i Primari della sua azienda a relazionare minuziosamente sulle “inderogabili necessità” di far rientrare i medici in aspettativa. La missiva giunta ai Primari ha il sapore del “suggerimento che non si può rifiutare”, anche perché alcuni tra questi Primari sono precari a loro volta, nel senso che non sono di ruolo e pertanto revocabili a loro volta. In attesa che intervenga l’Assessorato, la battaglia legale continua e riprenderà nuovamente nei Tribunali».

Ecco la replica di Fabrizio De Nicola (direttore generale dell’Asp di Trapani): «Credo che la salvaguardia dei livelli essenziali d’assistenza e della salute dei cittadini della provincia di Trapani meriti la stessa considerazione di quelli palermitani. Abbiamo ben 27 medici con contratti a tempo indeterminato, in aspettativa per incarichi in aziende sanitarie a Palermo, e non potendo sostituirli siamo a rischio collasso, e solo per lo spirito di sacrificio di tutto il personale sanitario della nostra azienda questo non è ancora successo. Ricordo infatti che non possiamo assumere personale medico per le discipline dell’area di emergenza dal 2012 e per le altre discipline dal 2007».

Poi De Nicola aggiunge: «Capisco che per un dirigente medico palermitano è più comodo lavorare a Palermo, ma se ha partecipato e ha vinto un concorso a tempo indeterminato a Trapani, devo fare tutto quello che mi consente la legge affinché operi per i cittadini di questa provincia. L’aspettativa dal servizio presso l’azienda sanitaria di appartenenza per prendere un’assunzione a tempo determinato presso un’altra azienda sanitaria prima era considerato da dottrina e giurisprudenza un diritto assoluto e l’Asp di Trapani ha subito e subisce da anni questa condizione a scapito dei propri utenti trapanesi, ma ha rispettato la legge e l’ha sempre concessa. Però con la sentenza della Corte di cassazione n. 4878 del 11 marzo 2015 le cose sono cambiate, visto che questa statuisce che l’interesse del dipendente che richiede l’aspettativa va contemperato con le preminenti esigenze organizzative del datore di lavoro».

Il direttore generale dell’Asp di Trapani aggiunge: «Considerate quindi le difficoltà a rendere un’adeguata assistenza nei nostri presidi ospedalieri, anche alla luce della legge n.161 del 2014 che stabilisce che dal 25 novembre 2015 i riposi sono obbligatori per i dirigenti medici con un rigoroso rispetto del limite orario di lavoro settimanale e giornaliero, e anche la grave carenza di personale medico dovuta ai pensionamenti, l’azienda, dopo una attenta riflessione anche sui risvolti economici che le sostituzioni comportano sulla spesa per assunzioni a tempo determinato che le leggi vorrebbero in diminuzione, ha ritenuto di valutare la possibilità di negare le aspettative a quei medici che hanno vinto un concorso pubblico che è costato risorse economiche a questa Asp, ma che dopo pochi mesi hanno scelto di lavorare nelle aziende palermitane».

Inoltre, De Nicola afferma: «Le sentenze di primo grado, di cui parla poi il Cimo, hanno detto solo che non erano state esplicitate le motivazioni, non hanno messo in discussione il diritto dell’azienda a negarle. Per cercare di sostituire questi medici che lasciano per loro volontà la nostra azienda ricorriamo a bandi per contratti a tempo determinato, che oltre ad andare spesso deserti, hanno un costo annuo di oltre 2.284.478 euro, quando le direttive e gli obiettivi di ministero e assessorato sono quelle di ridurre la spesa per i contratti di questo tipo, che tra l’altro creano nuovo precariato. I nostri medici oggi non riescono a garantire i turni di servizio senza rinunciare al godimento delle ferie e dei riposi dovuti, e devono garantire, a turno, dalla terraferma anche l’assistenza agli abitanti di Pantelleria. Anche gli abitanti di quell’isola sarebbero cittadini di serie B?».

«Per quanto riguarda i comandi che l’azienda nega- conclude De Nicola – beh, ci mancherebbe pure. Se oltre alla concessione di aspettative, che già con fatica si cerca di sostituire con personale precario, si concedessero pure i comandi, che non possono essere sostituiti per legge visto che l’istituto del comando è assolutamente discrezionale da parte dell’azienda, come anche è avvenuto per dirigenti medici che da aziende del centro nord hanno cercato di essere assunti a tempo determinato all’ASP di Trapani, sarebbe disastroso».

Ecco cosa pensa la Cisl

E sulla vicenda intervengono pure Marco Corrao e Antonino Passaventi, segretari territoriali di Cisl Fp Palermo Trapani e di Cisl Medici Palermo Trapani: «Il diritto a un’assistenza efficiente e ben organizzata è prioritario rispetto a altre questioni che attengono le, pur legittime, esigenze personali. Comprendiamo la necessità di questi medici di tornare a Palermo – continuano Corrao e Passaventi – ma mettiamo al primo posto la garanzia dei Lea e della qualità assistenziale per i cittadini trapanesi, che potrebbe avere contraccolpi negativi dal venire meno di questo personale».

La Cisl Fp Palermo Trapani e la Cisl Medici Palermo Trapani auspicano che l’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, intervenga per velocizzare le procedure, autorizzando in prima battuta la mobilità regionale. «Questo- concludono Corrao e Passaventi- darebbe un’ importante boccata di ossigeno alla sanità siciliana».

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