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ASP e Ospedali

La vertenza

«Compensi bassi»: fisioterapisti in sciopero, a rischio l’assistenza domiciliare catanese

Secondo i professionisti sanitari la proposta economica ricevuta è bassa. Dal consorzio Sisifo si dicono disponibili a un ulteriore incontro «per trovare consenso diffuso ed evitare l'effetto, nefasto per i pazienti, di interrompere la continuità assistenziale». Intanto l'Asp ha segnalato l'interruzione di pubblico di servizio.

Tempo di lettura: 6 minuti

I fisioterapisti che si occupano delle assistenze domiciliari nella provincia di Catania sono in agitazione. Una protesta che parte dall’affidamento da parte dell’Asp catanese alla Sisifo, vincitrice della gara d’appalto: secondo i professionisti sanitari la proposta economica ricevuta da Sisifo per le prestazioni domiciliari è troppo bassa, solo 13.50 euro lorde l’ora. Lo sciopero è iniziato il primo novembre, l’Asp ha scelto di segnalare l’interruzione di pubblico servizio e di tutelarsi inviando le relative carte alla Procura.

Il portavoce dei fisioterapisti Mario Diolosà, contattato da Insanitas, fa sapere che la richiesta per riprendere il servizio è quella di ottenere innanzitutto «la garanzia di pagamenti mensili, cosa che Sisifo non ci dava nonostante le dichiarazioni rilasciate. Inoltre chiediamo un equo compenso che abbiamo stabilito sia almeno di 25 euro lorde a prestazione, esclusa rivalsa INPS. L’offerta che abbiamo ricevuto di 13.50 euro, che tra tasse e spese si riduce concretamente a circa 6-7 euro l’ora, è irricevibile». Non solo, i fisioterapisti chiedono anche l’accreditamento diretto dall’Asp che «permetterebbe una maggiore qualità del servizio ai pazienti, che è il punto più importante della questione- continua il portavoce- In questo momento abbiamo dovuto abbandonare i nostri pazienti a malincuore».

Una protesta che trova spazio anche in altri settori dell’attività domiciliare: «Abbiamo l’appoggio di buona parte dei colleghi, la categoria dei logopedisti ci ha dato il suo totale sostegno e insieme a loro infermieri, medici e psicologici che lavorano con la nostra stessa modalità- aggiunge Diolosà- L’assistenza sanitaria domiciliare non può essere gestita con gare al ribasso, le cooperative in questo modo non prendono in considerazione i lavoratori, persone che non hanno alcuna garanzia lavorativa, e non si pongono nemmeno il problema di quale sia il reale costo del nostro lavoro. Siamo stanchi di essere manovrati come delle pedine, chiediamo solo i nostri diritti». I fisioterapisti fanno sapere inoltre di avere una lettera alla Sisifo, presentando la loro rimostranze. Lettera a cui però non hanno ancora ricevuto risposta.

Il problema si pone anche a causa della legge Bersani, grazie alla quale sono venuti meno i vincoli tariffari per via delle liberalizzazioni delle professioni. «Da parte nostra non abbiamo alcuna facoltà di intervenire nel rapporto tra Sisifo e i lavoratori, essendo il rapporto esclusivamente tra datore di lavoro e professionista- affermano dall’Asp di Catania– Siamo coscienti però che manca l’obbligo tariffario. Abbiamo osservato che il servizio che doveva iniziare l’1 novembre non era ancora partito, non abbiamo potuto fare altro che segnalare l’interruzione di pubblico di servizio. Solo nel primo giorno abbiamo ricevuto circa cinquanta reclami presso il nostro Urp poiché l’azienda non stava rispettando i vincoli contrattuali, ragion per cui siamo intervenuti».

Purtroppo parliamo di malati anche gravi, persone con problemi oncologici, di SLA e soggetti fragilissimi. In tutto circa 4mila pazienti. L’Asp ha quindi cercato di porre temporaneamente rimedio. «Abbiamo avvisato del problema il Dipartimento di cure primarie che ha inviato a tutte le unità di valutazione multidisciplinari dei nove distretti della provincia di Catania una nota, chiedendo che si organizzassero per affrontare l’emergenza in base alla gravità patologica del paziente da assistere» affermano dall’Asp.

Alla domanda se ci sia stato un dialogo con i lavoratori in sciopero, l’Asp afferma che «con i fisioterapisti non abbiamo avuto rapporti, loro hanno una contestazione aperta con Sisifo in cui non possiamo intervenire. Capiamo le problematiche relative ai pagamenti molto bassi rispetto alla prestazione offerta. Su questo fatto è intervenuto anche l’Ordine professionale che però non può stabilire una cifra, ma può dire che bisogna rispettare la dignità del lavoratore, richiedere un tempario a cui adempiere ed evidenziare le peculiarità che non possono essere contenute all’interno dei 13 euro lordi».

LA NOTA DI SISIFO

Un incontro urgente tra il sindacato nazionale di categoria dei fisioterapisti – SPIF –e i rappresentanti di Sisifo, Consorzio di cooperative sociali che gestisce l’Adi in varie provincie Siciliane, si è tenuto lo scorso 28 ottobre a Catania per raggiungere un accordo sulla gestione di oltre 4000 persone non autosufficienti, fragili, con patologie in atto o che in seguito agli esiti delle stesse necessitano attualmente in Sicilia del servizio di Assistenza Domiciliare Integrata. Si tratta di percorsi assistenziali a domicilio, garantiti dal Servizio sanitario nazionale e costituiti dall’insieme organizzato di trattamenti medici, riabilitativi, infermieristici utili al mantenimento della stabilità del quadro clinico del paziente. Le cure domiciliari, da qualche giorno affidate al Consorzio siciliano anche su Palermo e Catania, a seguito dell’aggiudicazione di varie evidenze pubbliche, sono oggetto in questi giorni delle procedure di organizzazione del servizio, nonostante qualche difficoltà a contrattualizzare la figura professionale dei Fisioterapisti.

E’ il direttore sanitario di Sisifo, la dott.ssa Caterina Testaì, a tenere l’interlocuzione con le Asp e, specificatamente su Catania, per  garantire la puntuale esecuzione del servizio. Attualmente sono numerosi i professionisti che assistono i pazienti e per tutti gli assistiti  segnalati è stato programmato l’invio di almeno un operatore. Nei prossimi giorni si dovrebbe tenere un ulteriore incontro per raggiungere l’accordo anche con coloro che impiegati dall’ex gestore Medicasa, ad oggi non hanno ancora aderito al nuovo soggetto gestore.

“A tutto il personale impiegato nell’erogazione del servizio fino al 31 ottobre 2021 è stato garantito lo stesso trattamento economico precedente – anche se si parla di una gara bandita nel 2014 – e tutto ciò nonostante che le condizioni socio economiche attuali sono imparagonabilmente diverse da quelle del 2014″ dichiara il presidente di Sisifo Pippo Piccolo. Per questa ragione Sisifo e le coop associate organizzate in apposita società (Cure domiciliari Rete Catania)- in attesa delle migliori condizioni possibili allorché sarà dato avvio al sistema per accreditamento – ormai imminente stante al contenuto dei verbali della sesta commissione Ars nella seduta del 27 ottobre scorso – si stanno adoperando per garantire il servizio, dando priorità ai pazienti con più intensa necessità assistenziale come richiesto dai competenti organi dell’Asp.

Il Consorzio Sisifo, dunque, tende una mano ai professionisti del settore, dicendosi disponibile a un ulteriore incontro per trovare consenso diffuso ed evitare l’effetto, nefasto per i pazienti, di interrompere la continuità assistenziale. Per quanto riguarda eventuali criticità rappresentate è bene segnalare che trattasi di lagnanze per lo più antecedenti il primo novembre e riferibili al precedente gestore. In questo senso – con comunicazione del 1 novembre scorso il responsabile sanitario del servizio ha dato puntuale e tempestiva informazione all’Asp delle criticità, ancora senza riscontro.

Il Consorzio Sisifo specifica che “il servizio dell’Adi a Catania è stato già garantito e pianificato per tutti i pazienti previsti nel capitolato di gara a partire dal giorno 1 novembre e, nonostante i notevoli ritardi nel passaggio delle consegne, per tutte le prestazioni infermieristiche, psicologiche e mediche. Per quelle fisioterapiche – aggiunge il Direttore sanitario dott.ssa Caterina Testaì – viene garantito in maniera proporzionale alle risorse presenti, posto che ai professionisti che già operavano nello stesso servizio col precedente gestore e che avevano in carico i pazienti, è stata garantita la continuità sia per le procedure organizzative- stessi pazienti e lo stesso territorio – sia per il trattamento economico. D’altronde – continua la Testaì – le prestazioni fisioterapiche risultavano differite per la loro erogazione – nei tempi e nelle modalità – anche in precedenza e addirittura di qualche mese. Tale circostanza avveniva a causa delle già scarse risorse”.

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