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Salute e benessere

Come riprendere l’attività motoria dopo un lungo periodo di inattività 

Christian Francavilla, Professore Associato di Malattie dell’Apparato Locomotore UniKore di Enna

Il maggiore impatto derivante dalla sospensione dell’attività fisica si riscontra nei muscoli ma l'inattività prolungata compromette anche il ritmo cardiaco e la qualità del sonno.

Tempo di lettura: 4 minuti

Dopo un lungo periodo di abbandono totale di qualunque tipologia di attività fisica, come quella vissuta durante la pandemia (COVID19), si assiste gradualmente ad una riduzione progressiva della massa muscolare, accompagnata da una diminuzione della forza e della resistenza fisica. La terminologia che meglio descrive questa condizione è chiamata “detraining” e serve appunto per indicare la diminuzione e/o la perdita totale degli adattamenti fisiologici guadagnati con l’esercizio fisico. L’inattività prolungata compromette il ritmo cardiaco e compromette la qualità del sonno e la capacità di essere reattivi durante la giornata. Dopo qualche settimana di inattività inizia a manifestarsi un lieve peggioramento del sistema cardiocircolatorio: fiatone dopo qualche rampa di scala, minore ossigeno a disposizione del corpo e aumento della pressione sanguigna e dei livelli di glucosio nel sangue. Si tratta di un processo soggettivo che varia a seconda del sesso, dell’età, della condizione antropometrica e delle condizioni cliniche generali. I tempi in cui tutto questo avviene, dipende anche dal livello di condizione atletica costruita negli anni precedenti. É comprovato che l’allenamento costante abbia svariati effetti positivi sul corpo, tra cui un’accelerazione del metabolismo. Ogni volta che smettiamo di fare attività per un lungo periodo di tempo, il nostro metabolismo si rallenta sempre più, brucia energia diversamente e aumenta i depositi di grasso in maniera molto più rapida. Visto il periodo che si sta vivendo, è opportuno ricordare che quando viene praticato con moderazione, lo sport rappresenta un ottimo metodo per aumentare le difese immunitarie e mantenere l’organismo in salute.

Il maggiore impatto derivante dalla sospensione dell’attività fisica si riscontra nei muscoli, dopo alcune settimane di inattività infatti si inizia a notare, una riduzione del volume muscolare. Lentamente, le comuni attività motorie peggiorano sempre di più per effetto della riduzione della forza e della resistenza. Affinché l’organismo possa risparmiare energia, si avvia un processo di decostruzione muscolare, proprio perché il mantenimento di questi ultimi richiede l’assorbimento di un grandissimo quantitativo di energia. E se i muscoli diminuiscono e le articolazioni non sono più supportate a dovere, i dolori in alcune parti del corpo non fanno che aumentare. L’interruzione dell’allenamento corrisponde tra le altre cose ad una diminuzione della flessibilità muscolo-articolare e una propensione a problemi, acciacchi e infortuni. Spalle, collo ma soprattutto schiena sono le zone più colpite e la diminuzione del supporto dato da una muscolatura forte, va a danneggiare anche la postura. Infine, anche l’umore risente negativamente dell’interruzione dell’attività fisica. Quando ci si allena costantemente l’organismo secerne maggiori quantità di serotonina, il noto ormone della felicità.

Nel momento in cui si dovesse ricominciare a fare attività motoria dopo anni o dopo svariati mesi, è opportuno tenere in considerazione che il tutto deve avvenire in modo graduale e non riprendendo tempi e carichi abbandonati, inoltre se la pausa è dovuta ad un infortunio più o meno grave, è chiaro come il parere del medico sia d’obbligo prima di ricominciare a fare sport. I muscoli hanno bisogno di tempo per riuscire a rispondere in maniera positiva agli stimoli, motivo per cui è fondamentale ricominciare a fare sport con attività di leggera intensità. É di gran lunga consigliato passare le prime settimane effettuando camminate a passo svelto oppure attività di risveglio muscolare come lo stretching, la ginnastica posturale, il pilates o lo yoga (ai livelli per principianti). Il passaggio ad altri tipi di workout deve avvenire in considerazione delle proprie caratteristiche personali ed in considerazione delle risposte agli stimoli iniziali. Tuttavia, meglio iniziare con workout di tonificazione leggeri e a corpo libero, per poi aumentare l’intensità. Quanto alla frequenza e alla durata degli allenamenti, sarebbe utile iniziare con 3 sessioni settimanali, da circa 30 minuti l’una, in modo tale da abituare il corpo pian piano.

Darsi obiettivi facili da raggiungere è importante per non incorrere in possibili cali motivazionali. La facilità di raggiungere un traguardo infatti porta un senso profondo di soddisfazione e un motivo in più per continuare! È preferibile fare allenamento in un ambiente gradevole, confortevole e accogliente, che metta a proprio agio le persone e crei armonia fra di loro. In questo senso è preferibile optare per un ambiente di allenamento accogliente che rimanda armonia e infonde fiducia: in palestra ad esempio, la presenza di personale qualificato potrebbe essere d’aiuto per limitare il desiderio di velocizzare dimagrimento e ripresa della condizione. Il riposo è parte integrante del programma di allenamento anche per chi non ha mai smesso di allenarsi perché permette al corpo di riprendersi dallo stress dello sforzo fisico e ai muscoli di riparare i micro-traumi delle fibre muscolari, secondo i dictat della fisiologia umana.

Christian Francavilla, Professore Associato di Malattie dell’Apparato Locomotore UniKore di Enna

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