Dal palazzo

La nota dell'assessorato

Colpo di scena, proroghe e stabilizzazioni possibili anche per gli amministrativi covid

Le aziende sanitarie siciliane, nelle more della valutazione del fabbisogno del personale, potranno prorogare anche questi contratti.

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PALERMO. La stabilizzazione è possibile anche per il personale amministrativo assunto durante la pandemia. A salvare questa categoria, da giorni in stato di agitazione, è una norma contenuta nel decreto milleproroghe e presa in considerazione dall’assessorato regionale alla Salute solo oggi, 28 febbraio 2023, data di ultima scadenza dei contratti covid del personale amministrativo assunto durante la pandemia.

Il colpo di scena arriva proprio mentre in aula all’ARS è in corso una litania di voci contrarie all’annuncio, dato ieri dall’assessore Giovanna Volo, della non ulteriore prorogabilità del personale amministrativo e tecnico. Anticipata da un intervento sibillino del capogruppo del PD Michele Catanzaro, si diffonde velocemente fra i telefonini dei deputati una nota dell’assessorato della Salute n. 14487 recante la data di oggi ed indirizzata alle organizzazioni sindacali.

Una nota che, in pratica, può riscrivere per i precari amministrativi covid un destino che sembrava ormai segnato. Il passaggio cruciale è rappresentato  dalla norma del mille proroghe, convertita in legge, che estende il periodo entro il quale si possono maturare i requisiti utili alla stabilizzazione del personale che ha prestato servizio durante l’emergenza Covid, ed inoltre amplia la platea dei destinatari dei processi di stabilizzazione, ricomprendendo, oltre al personale sanitario e socio sanitario, il personale del ruolo amministrativo. Fermi restando, in ogni caso, i limiti di spesa posti alle singole aziende ed in coerenza con i rispettivi piani triennali del personale. Ma, soprattutto, consente alle aziende- nelle more della valutazione del fabbisogno del personale- di prorogare anche i contratti degli amministrativi.  Non risulta invece alcuna previsione in ordine al personale del ruolo tecnico e professionale, che al momento sono gli unici esclusi da proroghe e possibilità di stabilizzazioni.

«Alla luce di quanto sopra rilevato – conclude la nota dell’assessorato –  al fine di consentire alle Aziende ospedaliere provvedimenti uniformi, l’assessorato ha fornito nella nota recante data odierna alcune precisazioni ed in particolare per quanto riguarda il personale amministrativo, tenuto conto dell’imminente scadenza (i contratti scadono proprio oggi) l’assessorato invita le Aziende sanitarie a procedere ad una ricognizione finalizzata ad individuare i profili esistenti nelle rispettive dotazioni organiche, ancora non coperti, e a verificare quanto personale reclutato durante l’emergenza covid  sia in possesso dei requisiti di legge, nell’ottica di una prossimo procedura di stabilizzazione, garantendo il loro mantenimento in servizio, sempre in coerenza con il fabbisogno  del personale ed entro il limite massimo delle 18 ore già fissato».

Contestualmente l’assessorato, nella nota firmata dal dirigente generale Salvatore Requirez e dall’assessore Giovanna Volo, invita tutte le aziende del servizio sanitario regionale ad effettuare “una puntuale ricognizione delle procedure concorsuali in corso”.

La nota contiene anche una precisazione sul personale UCA, anch’esso in scadenza oggi (28 febbraio 2023). A seguito di richiesta di chiarimenti la SISAC ha evidenziato che sia il personale medico che il personale infermieristico l’imputazione di spesa va riferita a “personale dipendente”. In ogni caso, nelle more di acquisire maggiori dettagli in merito, l’assessorato, come anticipato in questo articolo da insanitas, conferma alle aziende di procedere con la proroga del personale attualmente utilizzato fino al 31 marzo p.v. provvedendo alla eventuale rimodulazione oraria in diminuzione (6 ore) in attesa di un nuovo accordo integrativo con le organizzazioni sindacali per personale convenzionato.

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