Colpiti da ictus, salvati e senza alcuna disabilità: due casi di buona Sanità all’ospedale Sant’Elia

16 Aprile 2016

Due trentenni guariti grazie alla trombolisi endovenosa effettuata dai medici di Neurologia del nosocomio nisseno: il reparto diretto da Michele Vecchio si conferma Centro di eccellenza in questo campo.

 

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CALTANISSETTA. Colpiti da ictus a trent’anni sono rimasti in vita e senza alcuna disabilità. I due casi si sono verificati nel giro di un mese all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dove grazie ad una “trombolisi” effettuata dai medici del reparto di Neurologia, diretto dal primario Michele Vecchio, non solo i giovanissimi hanno avuto salva la vita ma hanno lasciato l’ospedale senza danni permanenti al corpo.

Un intervento che ha consentito nel giro di poche ore di trattare i due pazienti con una terapia, la trombolisi endovenosa (basata sulla somministrazione di farmaci in grado di “lisare” il trombo formatosi all’interno del distretto arterioso), somministrabile solo ad alcuni tipi di pazienti che rispondano a determinati e rigidissimi criteri.

Il reparto di Neurologia di Caltanissetta ancora una volta mostra di essere un’eccellenza in questo campo e anche per questo, ormai da anni, fa parte della “Stroke Unit” come centro Hub di riferimento, uno dei pochi in Sicilia.

«Finalmente anche in Sicilia la Regione si sta organizzando con una nuova rete Stroke che coinvolge i centri neurologici di riferimento, collegati in rete con il 118 e le aree di emergenza- spiega Michele Vecchio- Così è possibile assicurare in tempi brevi una diagnosi precoce e una terapia adeguata, grazie alla quale si prevede una diminuzione della mortalità e della disabilità del paziente colpito da ictus».

L’ictus conta in Italia circa 200.000 casi ogni anno, di cui l’80% sono nuovi episodi e il resto recidive: è la terza (la seconda, stando ad alcune stime) causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie (il 10-12% di tutti i decessi per anno si verifica dopo un ictus) e rappresenta la principale causa d’invalidità.

«Saranno a breve individuati- continua il primario- cinque centri Hub: due a Palermo, uno a Messina, uno a Caltanissetta e uno a Catania, dove sarà presente la Neuroradiologia interventistica con la possibilità di effettuare l’escalation therapy, cioè trombolisi intra-arteriosa e trombectomia meccanica. La rete regionale per lo stroke includerà anche una rete di riabilitazione intensiva che dovrà intervenire il più velocemente possibile nello stroke acuto».

Il reparto di Neurologia di Caltanissetta è Stroke Unit dal 2006, con uno studio interno di tipo sperimentale, e dal 212 è inserita nella rete regionale dello Stroke cosa che consente di effettuare la trombolisi endovenosa. Sono 650 circa le persone trattate ogni anno per ictus di cui il 20 per cento con trattamento trombo litico.

Aggiunge Michele Vecchio: «Nella prospettiva di creare un’ottimizzazione degli interventi siamo impegnati in un progetto pilota che porterà alla riabilitazione precoce, post-ictus, con l’ausilio dell’informatica intesa come un piccolo robot che sarà programmato in collegamento con un network teleneuroriabilitativo con focus presso il Centro neurolesi di Messina. Un percorso pubblico che interessa le aziende ospedaliere di Caltanissetta, Trapani, il Civico di Palermo e il Cannizzaro di Catania».

«Il caso dei due trentenni colpiti da ictus con gravi ripercussioni motorie all’inizio e rimasti in vita e senza alcuna disabilità grazie alla rete dello stroke (che ha determinato l’arrivo precoce in pronto soccorso, l’attivazione del neurologo in area di emergenza, l’esecuzione di tutti gli esami strumentali, il ricovero in stroke unit) ci mostra che una rete che funziona bene è indispensabile per ridurre il rischio e la mortalità».

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