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ASP e Ospedali

L'approfondimento

«Colpiti da Covid e con ansia: la difficoltà respiratoria aumenta anche così…»

All'Asp di Ragusa è attivo gratuitamente il Pronto soccorso emotivo per l'emergenza Coronavirus. Ecco l'intervista al dottor Vito D’Amanti, direttore del servizio di psicologia facente funzioni.

Tempo di lettura: 4 minuti

RAGUSA. Un servizio gratuito che fornisce sostegno psicologico e consigli utili su come affrontare questa situazione di emergenza. Utile per condividere le proprie emozioni, per ridurre la sensazione di isolamento. È il Pronto soccorso emotivo per l’emergenza Coronavirus offerto dall’Asp di Ragusa. A usufruirne non solo i pazienti positivi al Covid-19, ma chiunque viva una difficoltà emotiva legata ai cambiamenti imposti dalle restrizioni per rallentare il COVID-19, come  per le persone che si trovano in quarantena o isolamento domiciliare a causa del Virus. Spesso a usufruirne, anche il personale sanitario impegnato, in prima linea, nell’emergenza del COVID-19. Insanitas ha intervisto il dottor Vito D’Amanti (nella foto), direttore del servizio di psicologia facente funzioni.

Dottore, da quanto è attivo il servizio?
«Già da marzo dello scorso anno scorso, da quando è scoppiata la pandemia. È stato attivato un numero dedicato e le chiamate provenivano non solo dalla provincia di Ragusa, ma anche da tutta la Sicilia perché inizialmente il nostro era l’unico servizio attivo di questo genere».

Come funziona questo pronto soccorso emotivo?
«Le telefonate vengono smistate dall’operatore, vengono fissati degli appuntamenti e i pazienti sono seguiti da psicologi attraverso gli ambulatori di Modica, Ragusa e Vittoria. I colloqui avvengono telefonicamente. Naturalmente ciò ha comportato un incremento del carico di lavoro e anche i colloqui dei pazienti già a carico dell’ASP sono diventati colloqui telefonici, vista la necessità di ridurre il più possibile gli incontri in presenza per le norme anti Covid».

Come avete gestito il carico di lavoro?
«In autunno attraverso un bando il personale è stato incrementato con 23 professionisti, psicologi liberi professionisti. Questo ha permesso di estendere il servizio anche ai pazienti positivi (ricoverati, persone in isolamento domiciliare o in quarantena) presi in carico dalle USCA che avevano manifestato il proprio consenso a essere seguiti per avere un supporto psicologico. Quindi è cambiato leggermente il servizio non solo con chiamate in entrata, da parte di persone che spontaneamente si rivolgevano a noi, ma anche la possibilità che i pazienti venissero contattati dall’ASP come parte del servizio. E devo ammettere che questa nuova modalità ha fatto registrare pochissimi rifiuti da parte delle persone contattate. C’è stato anche un follow up per alcune persone, che una volta negativizzati, hanno deciso di continuare a fruire del servizio di psicologia offerto dall’ASP».

Quali sono state le situazioni più frequenti che il Pronto Soccorso emotivo si è trovato a fronteggiare?
«In molti ci hanno contattato per una difficoltà nell’affrontare l’isolamento, per un senso di solitudine causato dall’isolamento o per la lontananza di familiari che potessero prendersi cura di loro. O ancora per la paura relativa al decorso della malattia, ansia per la confusione sulle procedure da seguire. A queste si aggiungono preoccupazioni per problemi economici per la crisi causata dalla Pandemia».

Che età hanno mediamente le persone che vi hanno contattato spontaneamente?
«La maggior parte dai 40 anni in su perché sono i soggetti che hanno riscontrato gravi sintomi per la patologia. In molti casi ci siamo trovati a insegnare loro alcuni esercizi respiratori perché l’ansia accresceva la difficoltà respiratoria causata dal covid-19. Si crea una sorta di circolo vizioso tra le difficoltà a respirare come sintomo della patologia e difficoltà respiratorie accresciute dall’ansia. Questo ci ha portato ad avviare come azienda un procotollo sulla respirazione da utilizzare con i pazienti covid».

Non ci sono giovani tra i pazienti?
«In realtà c’è un altro aspetto. A seguito del prolungarsi della didattica a distanza, si sono manifestati numerosi problemi nei ragazzi causati dall’isolamento e la mancanza di socialità. Problematiche segnalate dai loro genitori e dalle loro famiglie. Per questo motivo, con la preziosa collaborazione dei colleghi psicologhi dell’età evolutiva, stiamo fornendo supporto alle famiglie di bambini e ragazzi in età scolare che stanno manifestando problematiche adattative. I ragazzi si sentono alienati, tendono a chiudersi, manifestano difficoltà a riprendere il percorso scolastico con ripercussioni sul rendimento».

Il servizio quindi non si limita solamente ai pazienti Covid?
«No, ci sono questi aspetti relativi alla seconda fase. Tra l’altro l’ASP offre un supporto anche per chi si sottopone alla vaccinazione, questa tematica insieme al coordinamento dell’attività viene seguita dal dottor Antonio Roberto Cascio responsabile di psicologia ospedaliera e dell’emergenza».

Per contattare il Servizio di Psicologia dell’Asp di Ragusa è possibile inviare un sms o un WhatsApp al numero 366-9302329 oppure inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica: [email protected] Per maggiori informazioni collegarsi al sito dell’Asp: CLICCA QUI

 

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