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Colpita da ictus a 101 anni: salvata all’ospedale Civico con la trombolisi endovenosa

L'anziana è stata curata con successo dalla Stroke Unit del nosocomio palermitano ed ora è in netto miglioramento della sintomatologia.

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Il tempo è più che mai prezioso e l’intervento precoce consente di limitare la possibilità di avere conseguenze invalidanti. Sono i fattori che hanno giocato un ruolo fondamentale nel trattamento dell’ictus cerebrale che ha colpito, domenica pomeriggio, un’anziana di 101 anni a Palermo. La donna è stata salvata grazie alla tempestività e al lavoro di squadra della Stroke Unit dell’ospedale Civico di Palermo che l’ha trattata con la trombolisi endovenosa. L’anziana era arrivata in pronto soccorso con impaccio nell’eloquio, deficit visivo campimetrico laterale sinistro e deficit motorio agli arti di sinistra.

La trombolisi endovenosa nei casi di ictus

«A conferma di quanto indicato dalle linee guida- commenta la dottoressa Serena Monaco, responsabile della Stroke Unit dell’ospedale Civico- la trombolisi endovenosa è un trattamento che può essere utilizzato con sicurezza ed efficacia anche nei grandi anziani, in cui però vanno sempre adeguatamente valutate le comorbidità e l’autonomia premorbosa. La donna in discrete condizioni generali da circa 60 minuti presentava una sintomatologia ascrivibile ad ischemia cerebrale. Dopo avere eseguito una TC dell’encefalo, esami ematici e consulenza neurologica, è stata sottoposta a trombolisi endovenosa. L’anziana è in netto miglioramento della sintomatologia e in assenza di complicanze emorragiche come confermato dalla TC dell’encefalo eseguita a 24 ore. Le linee guida attuali forniscono numerose evidenze circa la sicurezza e l’efficacia del trattamento che viene pertanto consigliato senza limiti di gravità e di età, ma pochi sono ancora  i casi di grandi anziani trattati in acuto con la trombolisi endovenosa».

Ictus, fondamentale intervenire subito

«È importante intervenire precocemente nei casi di ictus ischemico al fine di evitare i danni- commenta il neurologo Salvo Cottone, primario del reparto di neurologia- Si può intervenire a qualsiasi età, mentre anni fa era possibile farlo fino a 80 anni. I benefici del trattamento superano i rischi. Si tratta di una somministrazione sicura ed efficace anche negli ultra ottantenni».

Ictus, il trattamento al Civico di Palermo

Il riconoscimento precoce dei sintomi e le attuali terapie, permettono, oggi, di considerarla una patologia finalmente curabile, consentendo quindi di migliorare la prognosi in termini di sopravvivenza e qualità di vita. Nell’ospedale Civico di Palermo (Centro Hub per il trattamento dello Stroke), dotato di Neurologia con Stroke Unit, è possibile eseguire sia il trattamento endovenoso sia quello endovascolare h24, grazie alla collaborazione tra il reparto di Neurologia e il servizio di Neuroradiologia interventistica.

«Da anni la struttura si distingue per l’attenzione alla salute e per la qualità dei servizi e dell’assistenza- dicono il commissario dell’Arnas Civico Roberto Colletti e il direttore sanitario Gaetano Buccheri– Il reparto di Neurologia è uno dei fiori all’occhiello dell’azienda ospedaliera, all’avanguardia per le cure di queste patologie tra le più diffuse».

L’Alteplase per l’ictus

Il farmaco utilizzato è l’Alteplase che, somministrato per il 10% in bolo e per il restante 90% in infusione della durata di un’ora, può garantire la dissoluzione del trombo responsabile dell’occlusione vascolare e quindi il miglioramento della sintomatologia correlata all’ictus ischemico. Il trattamento con Alteplase va praticato entro 4-5 ore dall’esordio dei sintomi tenendo conto che tanto più precocemente avviene la rivascolarizzazione, minore sarà l’estensione della lesione ischemica e migliore l’outcome del paziente. È pertanto di fondamentale importanza il riconoscimento immediato della sintomatologia tipica dell’ictus e la presenza di un percorso dedicato che consenta l’accesso alle cure nel minor tempo possibile.

Nella foto, da sinistra: dott.ssa Serena Monaco, dott.ssa Simona Maccora, dott. Salvo Cottone, dott.ssa Giusy D’Amico (coordinatore infermieristico).

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