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Colonna vertebrale, medico catanese brevetta nuovo strumento che riduce il rischio chirurgico

23 Luglio 2018

L'invenzione di Giovanni Nicoletti, direttore della Neurochirurgia dell’Arnas Garibaldi, è un accessorio per la migliore attrezzatura robotica esistente.

 

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CATANIA. Il professore Giovanni Nicoletti (nella foto), direttore della Neurochirurgia dell’Arnas Garibaldi di Catania, ha brevettato uno strumento che promette di rappresentare un eccezionale accessorio per la migliore attrezzatura robotica esistente per la chirurgia della colonna vertebrale.

«L’anno scorso il dottor Giorgio Santonocito, commissario Arnas Garibaldi di Catania, ha deciso di acquistare per la Neurochirurgia- spiega Nicoletti- una particolare apparecchiatura denominata O-ARM di II generazione, considerata universalmente la più innovativa per la chirurgia spinale. Solo pochissimi centri neurochirurgici in Italia ne sono provvisti. Tale sistema permette al neurochirurgo di acquisire immagini a 360° direttamente in sala operatoria e col paziente già in anestesia e posizionato sul letto chirurgico».

Nicoletti aggiunge: «Si riescono ad ottenere immagini vertebrali nei tre piani dello spazio, realizzando un preciso modello tridimensionale che rappresenta per il neurochirurgo una guida computerizzata non ottenibile con nessun’altra apparecchiatura. Quando l’O-ARM II viene interfacciato ai sistemi di neuronavigazione computerizzata, si realizza una piattaforma robotica spinale eccezionalmente affidabile implementando significativamente la precisione chirurgica e quindi i risultati dell’intervento».

L’apparecchiatura viene utilizzata per interventi neurochirurgici sulla colonna che prevedono l’apposizione di protesi per la stabilizzazione vertebrale.

«Le patologie vertebrali- aggiunge il direttore della Neurochirurgia dell’Arnas Garibaldi- che richiedono tale trattamento possono essere degenerative (ad esempio stenosi del canale vertebrale e spondilolistesi), traumatiche (fratture vertebrali), neoplastiche (tumori vertebrali). Per queste patologie si ricorre molto spesso all’apposizione di viti all’interno delle vertebre connesse a barre posteriori che, creando una vera e propria impalcatura, stabilizzano il segmento vertebrale sede della patologia».

«La metodica tradizionale (braccio a C in 2D), utilizzata oggi nella stragrande maggioranza dei centri neurochirurgici, comporta- aggiunge Giovanni Nicoletti- un rischio consistente di impreciso posizionamento delle viti che raggiunge statisticamente circa il 12% dei casi. La disponibilità del sistema O-ARM / Neuronavigatore riduce tale rischio a circa il 4%”.

Ecco come funziona la nuova apparecchiatura.

«Bisognava ideare- conclude il direttore di Neurochirurgia del Garibaldi- uno strumento il cui “ancoraggio” alla vertebra fosse estremamente saldo e la cui parte esterna avesse un volume minimo ed essere al contempo individuabile dall’O-ARM e dal neuronavigatore. Ho ottenuto la stabilità di ancoraggio con uno strumento filettato da apporre sul processo spinoso vertebrale sino ad una “piastra” di contatto cutaneo, e l’identificabilità radiologica con una sfera radiopaca del diametro di 2 mm da fissare sulla testa concava della vite con un gambo filettato. Le prove dello strumento su modelli hanno comprovato l’assoluta affidabilità del sistema, tanto da indurmi a depositare il brevetto internazionale».

Il brevetto

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